Con i suoi oltre 120.000 artisti partecipanti dalla prima edizione a oggi, il Tour Music Fest di Gianluca Musso si conferma un unicum sulla scena italiana e non solo.
Il Tour Music Fest, però, non è solo una storia di musica, ma anche una storia di imprenditoria italiana che, se oggi può vantare numeri d’eccezione, nasce nel 2006 da un giovane ragazzo di Foggia, Gianluca Musso che, da Roma, dopo una lunga esperienza in materia di concorsi e contest su scala nazionale, ha deciso di andare a ragionare su tutte quelle mancanze e quei desideri ai quali i suoi amici e giovani colleghi non trovavano risposta nel contemporaneo scenario italiano. È nato così, tra il 2006 e il 2007, il Tour Music Fest e oggi nel 2021, a 15 anni di distanza, i numeri che può vantare parlano della formula riuscita di un’imprenditoria che esce fuori dalle tradizionali linee tracciate, per dare vita a qualcosa di nettamente originale.
“Circa un anno fa, mentre ci apprestavamo a un nuovo lockdown, mi sono ritrovato in una situazione davvero difficile. – commenta l’ideatore e project manager del TMF, Gianluca Musso. Urgeva programmare il nuovo anno del Tour Music Fest dopo un 2020 di stop che a cascata aveva portato tantissime problematiche. Con il mio team decidemmo di provarci. Abbiamo lavorato giorno e notte per creare un nuovo Tour Music Fest, che non fosse un ripiego per superare l’epoca pandemica, ma un nuovo format che fosse ancora più a forma di artista e per l’artista. Ed è così che è nato il paradosso. Nell’anno in cui avremmo dovuto prendere le distanze dagli artisti, siamo riusciti a fare esattamente il contrario, ossia siamo riusciti ad essere più vicini. Quest’anno mi ha insegnato che non c’è limite al miglioramento e che questo accade soprattutto quando abbiamo il coraggio e l’umiltà di cambiare, di evolverci, di crescere, di sperimentare. Grazie a questo il 14 Novembre la musica emergente italiana tornerà alla ribalta con giovani artisti di qualità che avranno una grande occasione e dopo quasi 2 anni di assenza e per noi è questo il grande successo “.
Un giovane Ermal Meta, un esordiente Mahmood, Renzo Rubino e una giovanissima Sherol Dos Santos, e ancora Chiara Dello Iacovo, Micaela Foti, Jacopo Ratini, Federica Abbate, Loredana Errore, Renza Castelli e molti altri: nei suoi 15 anni di vita, il palco del Tour Music Fest – The European Music Contest ha ospitato tanti degli aspiranti artisti che si sono poi affermati sulla scena italiana e non solo. Un caleidoscopio di maestranze e tendenze che, negli anni, ha saputo individuare le nuove sfumature della musica, evolvendosi con esse, creando un contesto musicale dove ogni anno trova spazio la musica del futuro.
Dopo un anno di stop in cui il TMF non si è fermato – bensì ha ripensato se stesso rinnovandosi in una dimensione ibrida tra un digitale inclusivo e che non lasciasse indietro nessuno, e gli appuntamenti di scouting live con cantanti band musicisti e i dj di tutta la penisola -, il festival è tornato finalmente dal vivo su un palco vero e lo scorso 14 novembre all’Auditorium del Massimo di Roma, a partire dalle 17.30, con un evento di quattro ore no-stop in cui sul palco si sono esibite le migliori proposte dell’anno, intercettate in un percorso lungo 10 mesi, tra New Classical, Etno Folk Classic, Pop urban, Jungle, Blues e molto altro.
Una finestra aperta sullo scenario italiano musicale dell’ultimo anno e mezzo, su quei giovani che hanno suonato, provato, creato e prodotto musica durante la pandemia, sfruttando mezzi digitali e di condivisione prima meno utilizzati e che ora hanno la voglia di mostrare a tutti, di nuovo live.











