Alla fine l’appello delle Associazioni dei soci della Banca Popolare di Bari è stato raccolto e nella prossima legge finanziaria verrà discusso un emendamento con il quale si intende dare definitiva soluzione all’annosa vicenda dei ristori economici dei soci BPB.
Negli scorsi giorni i rappresentanti dei Soci hanno incontrato i rappresentanti locali e nazionali di tutte le forze politiche parlamentari, e dall’interlocuzione è stato il Sen. Dario Damiani (capogruppo FI commissione bilancio) ad accogliere l’appello delle associazioni e quindi presentare (in queste ore) l’emendamento approntato dal Comitato Indipendente Soci BPB e da AssoAzionistiBPBari guidate rispettivamente da che Saverio Daddario e Giuseppe Carrieri.
Un emendamento che -si ricorda- prevede la costituzione di un fondo presso il MEF, alimentato con le risorse annualmente acquisite dallo Stato dai fondi dormienti delle varie banche italiane. E poi il pagamento ai soci di 5 euro ad azione (il 50% del valore azionario prima della sottoposizione della banca alla procedura di amministrazione straordinaria), a fronte peraltro della rinunzia al contenzioso presente e futuro e a fronte della rinunzia ai titoli azionari BPB, che verranno ceduti gratuitamente allo Stato attraverso MedioCreditoCentrale.
“Siamo assolutamente ed estremamente grati al Sen.Dario Damiani e a Forza Italia per la straordinaria sensibilitá dimostrata alla problematica e per il pronto accoglimento dell’emendamento da noi proposto. E siamo sopratutto molto grati della cd. “segnalazione” dell’emendamento, che comporta l’interesse concreto di Forza Italia all’approvazione effettiva della norma salva soci BPB. Chiediamo quindi che anche le altre forze politiche vogliano ora sostenerci e dimostrare di avere realmente a cuore le vicende di 70.000 famiglie, molte delle quali hanno perso tutti i loro risparmi nella BPB” scrivono i rappresentanti degli azionisti BPB.
“Chiediamo pertanto a tutte le altre Forze Politiche di votare a favore dell’emendamento in commissione e poi in aula, ricordando che lo Stato oggi è diventato (pressochè) unico proprietario di BPB, acquisendone pertanto il rilevante patrimonio immobiliare, le filiali, le partecipazioni sociali anche in altre banche e ulteriori attivi patrimoniali e finanziari. E ricordando che lo Stato ha acquisito tramite un altro soggetto interamente statale (AMCO) circa 2 miliardi di presunti crediti deteriorati di BPB (pagandoli appena il 25%). Riteniamo quindi che lo Stato, nell’operazione BPB, ha forse fatto un “discreto” affare, sicché é certamente doveroso il ristoro del danno subito dai 70.000 incolpevoli soci BPB che hanno visto prima distruggere la loro Banca; poi acquisirla dallo Stato. La vicenda BPB si distingue nettamente da altre storie bancarie finite male e pertanto ci auguriamo che lo Stato e tutte le Forze Politiche parlamentari la risolvano diversamente, dimostrando nei fatti l’attenzione alle problematiche del Sud del Paese”.











