Arriva un brusco stop all’inceneritore NewO originariamente previsto nella zona industriale alle porte di Bari, al confine con Modugno. Il Tar ha infatti depositato ieri la sentenza con cui è stato accolto il ricorso del Comune di Bari, cui avevano aderito numerose altre amministrazioni tra cui la Città Metropolitana, il Comune di Modugno e il Consorzio ASI.
Il Comune di Bari aveva, infatti, impugnato la determina regionale di rilascio dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) in favore della NewO S.p.A. per la realizzazione di un impianto di ossicombustione dei rifiuti nel territorio di Bari.
Il Tribunale Amministrativo ha ritenuto fondati tutti i motivi di ricorso censurando tutte le lacune nel procedimento autorizzativo segnalate dal Comune di Bari già dal 2017.
“Abbiamo sempre considerato la vicenda dell’impianto NewO un serio rischio per il nostro territorio – ha commentato il sindaco Antonio Decaro -. Sono lieto che il TAR abbia accolto tutte le nostre osservazioni e abbia chiarito che le ‘sperimentazioni’ si evolvono in progetti industriali solo e soltanto se la sicurezza dei cittadini e del territorio è cosa certa. Spero che sia calato definitivamente il sipario su questa vicenda”.
«Abbiamo vinto – scrive il sindaco di Modugno Nicola Bonasia – Il Tar Puglia ha accolto il ricorso dei Comuni dell’Aro Bari 2. La sentenza segna una svolta decisiva in una “battaglia” condotta con tutti i sindaci e annulla l’autorizzazione ottenuta dalla Regione Puglia nel 2018: non si potrà procedere alla realizzazione dell’impianto nella zona industriale di Bari-Modugno. Da Presidente dell’Aro Ba2 non posso che essere enormemente soddisfatto di questo risultato. Continueremo ad essere vigili e a mantenere alta l’attenzione. La nostra terra non si tocca».
“Non possiamo che accogliere con grande piacere la notizia”. Così la deputata pugliese M5S Francesca Anna Ruggiero. “Questa – continua – è una vittoria dei cittadini e delle comunità locali, che sin dall’inizio hanno rilevato una serie di criticità di fronte alla realizzazione di un impianto in un territorio i cui equilibri ecologici erano già precari. Tali preoccupazioni, raccolte anche tra i gruppi ambientalisti della zona, sono sfociate in un’interrogazione parlamentare, riguardante anche l’impianto della Newo, che tempo fa depositai alla Camera dei Deputati per sottoporre il tema all’attenzione del Ministero della Salute e a quello dell’Ambiente. L’obiettivo, in tutta questa vicenda, è sempre stato quello di conciliare la salvaguardia dell’ambiente e la salute delle persone, scongiurando ulteriori rischi per il territorio” conclude.











