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Il pronto soccorso dell’ospedale Lastaria di Lucera chiuso dalle 20 fino alle 8 del mattino

“Da ieri il Pronto soccorso dell’ospedale ‘Lastaria‘ di Lucera è operativo soltanto dalle ore 8 alle ore 20, ufficialmente per la positività al Covid 19 di alcuni componenti del personale, lasciando così scoperta tutta la fascia serale e notturna, e con gravi disagi e rischi per chi si sente male o è costretto a rivolgersi alla struttura in prossimità dell’orario di chiusura, e magari è in attesa dei risultati di esami e prelievi di fondamentale importanza per monitorare la propria salute al momento, e viene considerato alla stregua di un pacco postale da smistare da un reparto all’altro”.

La denuncia arriva dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giannicola De Leonardis.

“È l’ennesima conferma del progressivo smantellamento messo in atto dal governo Emiliano della sanità pubblica lucerina, e dell’abbandono del bacino di riferimento dell’ospedale, la popolazione dei Monti dauni, nonostante i proclami e le rassicurazioni dopo il passaggio dall’Asl Foggia al Policlinico Riuniti”.

“Già i lunghi mesi di chiusura del Pronto soccorso durante la prima ondata della pandemia avevano messo in ginocchio sia il servizio di emergenza-urgenza che l’utenza, con l’inevitabile intasamento del Pronto soccorso del Riuniti e il 118 in tilt per le troppe chiamate: adesso il drammatico copione si ripete, nell’indifferenza e nel silenzio assordante del centrosinistra locale e regionale che non osa ‘disturbare il manovratore’, il presidente-assessore alla Sanità che con le politiche dissennate di tagli del personale e dei servizi, e di accentramento selvaggio, ha prodotto la situazione attuale che era ed è fin troppo prevedibile, e che ho più volte pubblicamente denunciato. Personale ridotto ai minimi termini costretto a turni massacranti di 12 ore, cittadini che rischiano la vita in caso di insorgenza di malattie tempo-dipendenti, quando anche una manciata di minuti fa la differenza, servizio 118 nuovamente in affanno, totale ingestibilità del Pronto soccorso di Foggia, riferimento obbligato anche di un’ulteriore, considerevole utenza. E a pagare il conto salatissimo di scelte scriteriate sono ancora e sempre i cittadini e il personale medico e paramedico residuo, depauperato piuttosto che potenziato – come promesso – e costretto a lavorare in modo indegno e irrispettoso della propria professionalità ed abnegazione”.

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Redazione
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