La guerra non è mai stata la soluzione ai problemi, ne mai lo sarà, tantomeno dopo una pandemia. Ma tutto fa pensare che la situazione in Ucraina sia sull’orlo di un vero e proprio conflitto.
Sarebbe una, ennesima, inutile strage di vite umane.
La popolazione è allo stremo economico per le perdite di lavoro, per il deacelleramento del progresso individuale e sociale oltre quello psicologico.
La corsa agli armamenti fa sì che questi debbano essere utilizzati anche a costo di perdere i propri interlocutori. Ogni persona ha molto moralmente da offrirci e vale molto più di meri vantaggi economici.
Con la guerra solitudine, paura, terrore, aria negativa regnano per le strade e fra la gente. Non si sentono più i bambini che giocano a rincorrersi, le risate dei ragazzi. Non si possono più fare progetti.
E quello che si aveva non esiste più.
No, non è questo il futuro che deve farci attendere. Siamo ancora in tempo per vivere e vedere il mondo a colori. Se fosse solo un colore si perderebbe anche l’identità.
Il mondo è bello perché è vario. Il mondo è bello, perché più è libero di evolversi, più migliora la sua evoluzione.
No, alla guerra, sí al progresso e ai sentimenti.











