Fanno ancora eco le dichiarazioni del Ministro Roberto Cingolani di qualche giorno fa sull’aumento vertiginoso del carburante ma, intanto, il costo del combustibile fortunatamente inizia a scendere, dopo aver visto superare i due euro e quaranta al litro, stiamo assistendo ad un ribasso e già da ieri abbiamo potuto scorgere con sollievo i totem dei distributori sventolare quotazioni più benevoli nei confronti dei consumatori che, in alcuni casi, si attestano introno ai due euro tondi e, il diesel è tornato a costare meno della benzina (altra anomalia di questi giorni).
Martedì 15 marzo, vi abbiamo riportato anche la denuncia del deputato Vianello sull’ingiustificato aumento del costo del carburante prodotto con petrolio estratto e lavorato in Italia.
Tutto questo non fa altro che confermare le dichiarazioni del Ministro su un rialzo meramente speculativo e non giustificato con la guerra Russia-Ucraina.
Siamo andati a sentire gli umori dei benzinai che in questi giorni sono stati sul “fronte” rappresentando nell’immaginario collettivo i cartelli petroliferi. Tra bocche cucite e malumore diffuso troviamo anche un titolare di una pompa bianca che accetta di scambiare due chiacchiere con noi.
In questi giorni frenetici non sono mancati i meme virali sui benzinai che si starebbero arricchendo grazie ai rincari del momento. Subito è scattato il paragone ironico con i farmacisti in epoca covid.
Chiariamo subito una cosa che purtroppo non tutti sanno. I benzinai hanno un margine di guadagno di alcuni centesimi di euro su ogni litro di benzina venduto che non è tutta questa fortuna da Paperon dei Paperoni.
Chiediamo al nostro distributore “che aria tira”…
“Per noi la situazione non è delle più rosee e non è limitata a questi giorni di guerra nell’Est Europa. Tenga conto, per esempio, che prima della pandemia vendevo 8mila litri al giorno in media (5 di gasolio, 3 di benzina). Con il lockdown del 2020 le cose sono drasticamente cambiate e paradossalmente il 2021 è stato peggio del 2020 perché le abitudini degli automobilisti, ma più in generale di tutti noi, sono cambiate e hanno inciso non poco anche nell’uso dell’auto. Ieri, per esempio, ho venduto circa 2.400 litri di carburante”.
Quindi con l’aumentare dei prezzi state registrando un ulteriore calo dei consumi?
“Esatto, la propensione al consumo dell’automobilista non cambia. Il budget all’interno del bilancio familiare è sempre quello, quindi stesso budget, meno litri di carburante acquistati, meno ricavo per noi distributori”.
Per essere concreti e dare una idea ai nostri lettori, quanto guadagna all’incirca un distributore su un litro di carburante?
“Il distributore prende una percentuale sul litro venduto, noi da pompa bianca prendiamo qualche centesimo in più, diciamo fra i 7 e gli 8, mentre i colleghi delle compagnie viaggiano intorno ai 5-6 centesimi”.
Ma come viene determinato il prezzo alla pompa giornalmente?
“Noi come impianto ‘No logo’ riceviamo i listini da un paio di aziende e scegliamo da chi acquistare e ci aggiungiamo il nostro margine di ricavo. Per i colleghi con un marchio, ogni pomeriggio ricevono un aggiornamento dalla propria compagnia che determina, città per città, il prezzo finale”.
Un’altra cosa non mi è chiara di questi rialzi. Perché il prezzo del diesel ha superato anche quello della benzina. Mi sembra una ulteriore conferma di una speculazione. Non è così?
“Sì probabilmente ha ragione a sospettare ma, oggettivamente va tenuto conto anche di due fattori: uno, l’Italia importa il gasolio dalla Russia ed effettivamente inizia a scarseggiare. Esempio l’altro giorno mi sono arrivati 3.000 litri di gasolio e 2 di benzina, se pensa che il rapporto di vendita tra gasolio e benzina è di 2,5, mi sarebbero dovuti arrivare un quantitativo maggiore; due, la differenza accisa che è di 0,73euro per il gasolio e 0,62 euro per la benzina. Ecco che diventa anche ragionevole il sorpasso dei prezzi”.
Domani intanto, venerdì, dovrebbe arrivare dal Governo il provvedimento “taglia prezzi” tanto atteso. Si è discusso di uno sconto di 15 centesimi a litro su prezzo finale alla pompa, sia per la benzina che per il gasolio, in questa direzione è andata la Francia e si appresta a fare analoga operazione anche la Germania. Chiediamo in chiusura della nostra chiacchierata con il titolare di questa area di servizio un commento su questa ipotesi.
“Il prezzo della benzina è dato da più fattori: il prezzo industriale, il margine della compagnia, il nostro margine e poi le famigerate accise e l’immancabile iva. Il problema è che l’iva si calcola anche sull’accisa. Se avessero escluso le accise dal calcolo dell’Iva già il prezzo sarebbe stato più contenuto. Alla fine, l’operazione di Draghi con questo sconto di 15 centesimi, mi sembra sia una sterilizzazione dell’iva sui 0,73 euro di accisa che, guarda caso, è proprio di 15-16 centesimi”.











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