HomeCronacaEx Ilva di Taranto, i commissari chiedono il dissequestro dell'area a caldo

Ex Ilva di Taranto, i commissari chiedono il dissequestro dell’area a caldo

Nella giornata di ieri i legali dei commissari di Ilva in Amministrazione straordinaria hanno presentato alla Corte d’Assise di Taranto un’istanza di dissequestro degli impianti dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico, ora gestito da Acciaierie d’Italia, comunque in facoltà d’uso agli amministratori, ma destinati per sentenza alla confisca.

Si tratta degli impianti sotto sequestro dal 26 luglio 2012 in base a un’ordinanza che firmata dal gip Todisco nell’ambito dell’inchiesta per associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale, all’avvelenamento di sostanze alimentari e alla omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro.

Secondo gli avvocati Angelo Loreto e Filippo Dinacci, infatti, lo stabilimento siderurgico non sarebbe più fonte di malattia e morte per chi ci lavora e per chi abita nella vicinanze e quindi verrebbero meno i presupposti che ormai dieci anni fa hanno portato al provvedimento di sequestro cautelativo.

Secondo i commissari in As è cambiato lo scenario delle emissioni rispetto a dieci anni fa grazie ai lavori ambientali e ci sono i presupposti per revocare i sequestri avvenuti nel corso delle indagini che hanno portato al processo “Ambiente Svenduto“, che ha comportato 26 condanne per complessivamente 270 anni di carcere e disposto sia la confisca degli impianti e di beni per oltre 2 miliardi di euro a carico di Ilva spa, Riva fire e Riva forni elettrici.

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Redazione
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