Dove attraccheranno i due nuovi rigassificatori che presto arriveranno in Italia? I porti candidati non sono molti: Ravenna, due siti in Puglia (Taranto e Brindisi) ed un altro in Liguria. Questo perchè oltre ad essere un importante polo logistico marittimo e consentire l’attracco di grosse navi da trasporto, devono anche essere di agevole accesso alla rete del gas italiana con idonei punti di scarico ed immissione del gas.
Ma di cosa si tratta? I rigassificatori sono delle grandi strutture che permettono di far tornare il gnl al suo stato aeriforme originale per poterlo pompare nei gasdotti per distribuirlo in tutta la rete nazionale.
Questi impianti possono essere costruiti sulla terraferma (inshore), al largo della costa (offshore) oppure “montati” su speciali metaniere galleggianti.
In questo caso, i rigassificatori hanno il vantaggio di essere mobili e di poter essere quindi spostati una volta terminato l’utilizzo. Senza aspettare i tempi di costruzione degli impianti inshore, che oscillano in media tra i 2 e i 5 anni (le metaniere possono essere operative entro 18 mesi). Importante anche l’impatto economico, decisamente inferiore rispetto agli impianti fissi sulla terraferma: una nave rigassificatrice, infatti, costa tra i 50 e i 200 miliardi di dollari, anche se è probabile, vista la grande richiesta dei prossimi anni, che questi prezzi possano lievitare.
Si parla di migliaia di posti di lavoro e di un indotto industriale molto importante. l’Emilia Romagna ha già formalmente avanzato la sua candidatura ad ospitare una nave.
“L’Emilia-Romagna si candida a essere uno dei due hub nazionali sul tema del gas per l’arrivo di una delle più grandi navi di Gnl e per fare un nuovo rigassificatore in un Paese che ha perso qualche anno fa una sfida che invece andava vinta e che ora dobbiamo recuperare”. Lo ha annunciato il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini.
Dalla Puglia, fino ad ora, soltanto silenzio da parte delle Istituzioni Locali. A romperlo ci pensa Fabiano Amati, consigliere regionale Pd.
“L’Emilia Romagna si sta battendo per avere la nave rigassificatore FSRU a Ravenna e la Puglia non può stare a guardare. Abbiamo la possibilità di vincere per la prima volta una gara per un insediamento industriale compatibile con l’ambiente e la prosperità, e dobbiamo fare tutti gli sforzi per non iscrivere questo programma nell’elenco delle occasioni perdute”.
“Per dire addio al gas russo e diventare più indipendente, l’Italia deve recuperare diversamente 30miliardi di metri cubi di gas. E tutto ciò si può fare con varie infrastrutture, quali gasdotti, serbatoi Gnl e rigassificatori. Tutto ciò incide, com’è noto, non solo per le ragioni di pace e di riduzione della prepotenza di Putin, ma pure per assicurarci un futuro prospero e pulito anche nella transizione energetica dai fossili alle rinnovabili e, speriamo presto, alla fusione nucleare. In questo scenario il ruolo della Puglia si dovrebbe caratterizzare, per cultura e geografia, verso l’accoglienza di uomini, merci e tecnologie, così da esercitare pienamente il ruolo di Porta del Mediterraneo”.
La conclusione è logica: l’occasione è di creare un polo energetico sostenibile in uno dei due più importanti porti pugliesi. In entrambi i casi ci sono gli impianti ed una logistica in grado di sostenere la presenza di una nave rigassificatrice. Ma non basta. Serve la volontà politica di portarne una in Puglia.











