A furia di corse, corsette, maratone e inaugurazioni di opere incompiute sembra che buona parte dei cittadini di Bari viva in un perenne frastuono mediatico, dove la realtà spesso si confonde con quello che appare dai selfie pubblicati su facebook.
E dove il problema più serio che i cittadini baresi sembrano dover affrontare è il prezzo della birra a Torre Quetta.
Eppure di problemi seri, veramente seri, Bari ne ha una montagna.
Abbiamo il problema della raccolta differenziata, che non parte e che costringe i cittadini a sostenere un costo della TARI tra i più alti d’Italia. Abbiamo il problema dell’azienda del trasporto pubblico urbano che si sostiene esclusivamente con i “grattini” (trai i più cari del Mondo) del traffico privato e che non investe in nuovi mezzi. Abbiamo il problema della “municipalizzata” del gas che offre prezzi tra i più alti sul mercato e che sponsorizza solo eventi più o meno folcloristici nel centro murattiano. Abbiamo il problema della fruizione delle aree urbane da parte dei diversamente abili, degli anziani e dei bambini. Abbiamo il problema delle periferie, abbandonate a loro stesse. Abbiamo il problema della sicurezza in città, dove regna (specie di sera) l’anarchia più assoluta. Abbiamo il problema della pulizia delle strade urbane, dove quando passa una idropulitrice i bambini scendono in strada a festeggiare.
Abbiamo infine il problema forse più grave di tutti, quello della classe dirigente POLITICA comunale, tutta inesorabilmente schiacciata dalla “Decarizzazione” operata in questi anni sia dal Sindaco, ma ancor di più dai suoi più fedeli collaboratori.
Certo Decaro sembra essere il sindaco più amato d’Italia, il che lo proietta da tempo (anche grazie alla presidenza ANCI) sullo scenario nazionale, ma la questione è capire se la sua amministrazione sia stata una buona amministrazione per Bari e per i cittadini baresi.
La sovraesposizione mediatica del Sindaco Decaro infatti tende da sempre a fare ombra alla sua amministrazione, ed i suoi amministratori in questa ombra di anonimato sembra proprio che ci sguazzino alla grande.
Ma una classe dirigente politica che si “nasconde” all’ombra del proprio Sindaco senza mai battere ciglio, senza mai avere un sussulto, senza mai assumere iniziative politiche, senza mai “disturbare il manovratore”, può davvero considerarsi una VERA classe politica dirigente ?
Siamo sicuri che sia davvero questo il mandato che ha avuto dai propri elettori ?
La verità è che all’ombra si sta freschi (specie in questi giorni), e che “galleggiare” costa meno fatica che nuotare.
Ed ecco che Bari quindi si è trasformata in Decarograd, dove la politica del territorio, quella che in campagna elettorale prometteva “mari e monti”, vive sorniona e ammiccando svogliatamente qua e là, tanto ci pensa Decaro.
E dove l’opposizione, laddove mantiene la schiena dritta e si dimostra indifferente ai “canti delle sirene” della maggioranza, fa le sue battaglie ma resta inesorabilmente isolata, purtroppo anche mediaticamente.
Perché a Decarograd “non è usanza” attaccare il Sindaco sui veri problemi della città.
Tuttavia l’opposizione in questa città esiste, è viva e vegeta, resta leale ai propri elettori ed ai propri principi ispiratori di democrazia e pluralismo, e ogni giorno si organizza per dare a questa città una nuova classe dirigente politica.
Una nuova classe dirigente politica che dedichi più tempo a risolvere i problemi, che si connoti per la pluralità delle competenze e delle capacità dei singoli, che avvicini le periferie, che investa sulla prospettiva e sulla visione di una città più moderna e vivibile per tutti.
Un nuova classe dirigente politica a cui piace vivere nella luce, e non nell’oscurità dell’ombra.
Luigi Decollanz, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Bari












