HomeCronacaFoggiano, attentati ed intimidazioni ai danni di Lazzaro D'Auria, imprenditore antiracket

Foggiano, attentati ed intimidazioni ai danni di Lazzaro D’Auria, imprenditore antiracket

Un doppio attentato in sole 24 ore ha messo ancora di più nel mirino della malavita organizzata foggiana l’imprenditore campano Lazzaro D’Auria. Già da tempo D’Auria è costretto a muoversi sotto scorta dopo essersi opposto al clan Moretti-Pellegrino-Lanza che pretendeva un pizzo sulle sue attività agricole in Provincia di Foggia. Anche grazie alle sue denunce, molti boss negli ultimi anni sono stati arrestati.

L’altra mattina alcuni ignoti hanno incendiato oltre 100 ettari di grano a Borgo Incoronata nell’azienda agricola di D’Auria. E dopo nemmeno 24 ore se ne registra ancora un altro, stavolta in agro di San Severo. Alle prime luci dell’alba di ieri, i tubi di irrigazione sono stati dati alle fiamme.

D’Auria non ha ricevuto nessuna richiesta estorsiva negli ultimi anni, ed è probabile che l’intimidazione possa provenire dal suo impegno nell’associazione antiracket Fai.

D’Auria stesso, dopo gli attentati, si rivolge a tutta la comunità foggiana: “Foggiani, denunciate. Lo dovete fare per il futuro dei vostri figli e dei vostri nipoti, deve sparire questo velo di omertà. A Foggia, chi vuole vivere, deve lavorare non delinquere. Intanto vi annuncio che l’anno prossimo il grano lo semineró di nuovo e lo porterò un’altra volta al raccolto”.

Intanto arriva la solidarietà del mondo politico ed Istituzionale.

Scrive Francesco Miglio, primo cittadino di San Severo: “L’altro giorno “ignoti” hanno incendiato circa 100 ettari di grano, in zona Incoronata di Foggia, ai danni di Lazzaro D’Auria; ieri sono stati incendiati 12 ettari ai danni della Cooperativa ATS Montemaggiore, presieduta da Ugo Fragassi. Come se non bastasse, il Procuratore della Repubblica di Foggia, il Dott. Ludovico Vaccaro, è stato minacciato di morte, con manifesti affissi in pieno centro abitato di Foggia. Conosco, da anni, Lazzaro D’Auria, il quale -già oggetto di richieste estorsive da parte della mafia foggiana- non solo non ha pagato il “pizzo”, ma ha denunciato il fenomeno estorsivo e si è coraggiosamente impegnato in una grande battaglia civile, contribuendo alla istituzione della Federazione delle Associazioni Antiracket e Antiusura Italiane (FAI). Non dobbiamo mollare, non dobbiamo cedere nemmeno un millimetro in questa guerra che dobbiamo vincere per il nostro futuro, per il bene dei nostri figli. Dobbiamo denunciare sempre di più i fenomeni estorsivi, dando fiducia allo Stato e sentendoci parte attiva della Squadra Stato. Il silenzio, il girarsi dall’altra parte, è complicità con il crimine!”

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Redazione
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