La Puglia si conferma da sempre una terra che ama il bello, ma sul fronte normativo la medicina estetica ha vissuto a lungo in un paradosso burocratico. Mentre nel resto d’Italia il settore corre veloce, il tacco d’Italia era rimasto ancorato a regole estremamente restrittive che limitavano l’apertura di studi e ambulatori ai soli specialisti in dermatologia o chirurgia plastica. Questa rigidità ha creato per anni un corto circuito professionale, escludendo medici chirurghi regolarmente formati e titolati in medicina estetica, impossibilitati a esercitare autonomamente nella propria regione a causa di requisiti definiti da molti come “anacronistici”.
Sulla questione è intervenuto con decisione Tommaso Scatigna, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che ha accolto con favore la recente delibera di Giunta n. 400 del 9 aprile 2026. “Prendo positivamente atto che la Regione Puglia ha finalmente iniziato a fornire le prime risposte attraverso le nuove linee di indirizzo”, spiega Scatigna, ricordando la battaglia iniziata nel febbraio 2025. “Chiesi un’audizione specifica per risolvere le iniquità che penalizzavano i nostri medici. Solo in Puglia, professionisti abilitati e con titoli specifici in Medicina Estetica si vedevano negare l’autorizzazione all’apertura dei propri studi, un trattamento discriminatorio rispetto ai colleghi del resto d’Italia”.
Il nodo centrale del dibattito resta la valorizzazione delle competenze reali a discapito dei soli titoli accademici trasversali. Scatigna sottolinea come fosse ormai “necessario aprire una discussione sui requisiti obbligatori per l’esercizio dell’attività”, puntando a una regolamentazione che tuteli sia il medico che il paziente. Per il consigliere, la mozione presentata a maggio 2025 mirava proprio a questo: riconoscere formalmente la figura del medico estetico e dare dignità a strutture che, pur operando con standard elevati, restavano intrappolate in un limbo autorizzativo superato dai tempi.
Le nuove linee guida deliberate dalla Giunta Decaro rappresentano dunque un “primo passo” fondamentale, ma la partita non è affatto chiusa. Scatigna conclude il suo intervento con un monito sulla concretezza dei prossimi passaggi legislativi: “Continuerò a mantenere alta l’attenzione affinché le risposte nei confronti degli operatori del settore siano davvero efficaci. La regolamentazione deve trasformarsi in opportunità di crescita per il territorio, garantendo che la Puglia non resti un passo indietro nella tutela di una professione che è, a tutti gli effetti, un pilastro del benessere moderno”.











