HomePoliticaAi - Italia sovrana e popolare: "Errori madornali nella gestione della pandemia"

Ai – Italia sovrana e popolare: “Errori madornali nella gestione della pandemia”

“Ci avviamo ad una tornata elettorale in cui i partiti che hanno sostenuto il governo Conte prima e quello Draghi poi tuonano contro il pericolo di autoritarismo e di regime antidemocratico, qualora fossero sconfitti. Vorremmo ricordare che, durante gli ultimi due anni, sono stati proprio questi governi e questi partiti a calpestare la Costituzione con una gestione della pandemia zeppa di provvedimenti insensati dal punto di vista scientifico e liberticidi sotto il profilo giuridico” lo afferma Maurizio Romani, presidente regionale Ancora Italia/Italia Sovrana e Democratica della toscana.

“Come è oramai chiaro, e come sostenuto da luminari della scienza  quali  il dottor Vinayak Prasad, ematologo-oncologo e professore associato di Epidemiologia e Biostatistica presso l’Università della California, la vicenda del Covid è piena di errori se non di vere e proprie scelte dittatoriali: dalla chiusura delle scuole che, almeno dopo l’agosto del 2020 è stata un gravissimo errore, all’obbligo vaccinale a fronte di sieri che si da subito sono apparsi non  in grado di fermare il contagio; pertanto, al vaccino pediatrico, imposto a classi di età in cui la malattia non ha generato alcun problema, alle reazione avverse dei vaccini che non sono  stati  ritirati nonostante il rischio di o VITT (trombocitopenia trombotica indotta dall’immunizzazione da vaccino) o di miocarditi, all’uso delle mascherine i cui benefici non sono mai stati provati, alla definizione di una sindrome detta ‘long covid’ che non alcuna base scientifica” aggiunge Romani.

Che sottolinea, per l’italia in particolare, “l’inutilità delle misure di contenimento “draconiane” imposte, a partire dal 8 marzo 2020, quando di fatto l’epidemia stava già rallentando, l’implosione dei sistemi ospedalieri  dovuta a una difficoltà ai tagli economici subiti negli anni, e dall’inefficienza della medicina territoriale, fino all’’abuso del green pass”.

A queste vanno aggiunte, prosegue Romani  “le vere e proprie intimidazioni a volte sfociate in vere e proprie azioni disciplinari condotte nei confronti di tutti coloro che hanno cercato di analizzare i dati da punti di vista non allineati con le politiche governative, che ha creato un clima da caccia alle streghe  e l’incapacità di ISS e del governo di interpretare correttamente e comunicare i dati”.

“Di fronte a queste evidenze ormai conclamate -conclude romani- una classe politica decente farebbe il mea culpa e affidando ai cittadini il compito di scegliere democraticamente  chi debba governarli. Ed invece si sono convocate delle elezioni in fretta e furia proprio per evitare che il movimento di resistenza alla dittatura pandemica si rafforzasse ulteriormente. Un tentativo in ogni caso inutile perché siamo certi che i cittadini sapranno giudicare chi li ha segregati, vessati, discriminati, e torturati in questi anni, e chi invece ha tenuto ferma la bandiera della libertà e della costituzione”.

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Redazione
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