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Terlizzi, mamma gatta e i suoi cuccioli dati alle fiamme in una scuola. La denuncia LNCD: “Chi sa parli!”

Una mamma gatta e i suoi due gattini sono stati trovati morti all’interno della scuola Gianni Rodari di Terlizzi, in provincia di Bari. Sarebbe già sufficiente per definire questo evento una tragedia, ma i dettagli su come i poveri mici sono morti rendono il tutto davvero inquietante. Sono stati uccisi nel più crudele dei modi, dati alle fiamme quando erano ancora vivi. Il fatto che fossero ancora in vita quando qualche miserabile ha dato loro fuoco è evidente dalle tracce che hanno lasciato sui muri e sulle porte, dove evidentemente si sono strusciati nel tentativo di spegnere le fiamme che li martoriavano. I resti carbonizzati dei poveri animali sono attualmente sotto esame.

È raccapricciante e preoccupante pensare che ci sia in giro qualcuno capace di tanta malvagità, anche se di certo non è una sorpresa”, commenta amareggiata Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Infierire in modo così crudele su degli animali indifesi, alcuni di loro addirittura dei cuccioli, è veramente segnale di una mente disturbata che non si farebbe scrupoli a fare del male a chiunque si trovi sul suo cammino. Questa persona va fermata perché rappresenta un pericolo per gli animali e per le altre persone, è necessario rieducarla affinché capisca il valore della vita e smetta di mettere in atto comportamenti così feroci, sintomo di un grave disagio.”

Abbiamo anche noi sporto denuncia e confidiamo che le Forze dell’ordine mettano in atto un’azione investigativa molto accurata per cercare di risalire all’autore di questa terribile uccisione. Come sempre, però, le denunce contro ignoti rischiano di non dare buoni risultati quindi chiediamo la collaborazione di tutti i cittadini che hanno a cuore la sicurezza degli animali, ma non solo. Se qualcuno ha delle informazioni utili può contattare direttamente le Forze dell’ordine e può scrivere una e-mail al nostro ufficio legale, all’indirizzo avvocato@legadelcane.org. Coprire o giustificare chi compie azioni del genere è inaccettabile e rischioso, perché questi comportamenti sono destinati a evolvere in violenze sempre più grandi”, conclude Rosati.

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Redazione
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