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Femminicidio di Bruna Bovino a Mola di Bari, condanna definitiva per Antonio Colamonico

Arriva la parola fine per la giustizia penale: l’assassino di Bruna Bovino, l’estetista italo-brasiliana uccisa a Mola di Bari nove anni fa è definitivamente l’ex amante Antonio Colamonico.

Nella giornata di ieri la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dai legali dell’ex amante dell’estetista, confermando la sentenza emessa al termine del processo d’appello bis. Colamonico è stato condannato in appello a 26 anni e 6 mesi di carcere per l’omicidio dell’estetista.

In primo grado, a luglio del 2015, Colamonico fu condannato a 25 anni di carcere, nel processo d’appello, a novembre del 2018, la clamorosa assoluzione. Il 10 gennaio del 2020 la Cassazione ha però annullato quella sentenza, rinviando gli atti ad un’altra sezione della Corte d’Assise d’Appello di Bari, che un anno fa ha condannato Colamonico. E oggi quella sentenza è stata confermata in via definitiva. Si aprono, dunque, le porte del carcere per Colamonico, che dovrebbe costituirsi già nelle prossime ore.

Bruna Bovino è stata uccisa il 12 dicembre del 2013 nel suo centro estetico a Mola di Bari. Secondo la ricostruzione ormai definitiva, Colamonico ha inferto 20 coltellate sulla donna e poi l’ha strangolata. Ha infine adagiato il suo corpo su un materasso e ha appiccato un incendio, nel tentativo di cancellare ogni traccia.

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Redazione
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