Se le proposte di legge approvate ieri mattina in Commissione alla Regione Puglia troveranno concretezza anche in Aula e diventeranno un testo di legge effettivo, in Puglia sarà possibile chiedere ristori e compensazioni ambientali alle aziende di trasformazione e distribuzione energetica che operano nel nostro territorio per riconoscere ai residenti uno sconto in bolletta per il consumo di gas.
E’ quanto prevedono le norme che hanno avuto il via libera dalla I e IV commissione consiliare, per le misure di contenimento dei costi energetici attraverso le compensazioni territoriali.
Si parte dalla valutazione sulla disponibilità manifestata dai vertici delle multinazionali Tap e Snam di ristorare il territorio pugliese, e se il prossimo 18 ottobre il Consiglio Regionale si esprimerà nel merito, Regione e Comuni potranno firmare degli accordi per ottenere ristori e compensazioni. Inoltre, è previsto anche che, qualora nell’ambito della transizione energetica ci siano sui territori già concentrazioni di attività in grado di determinare un impatto ambientale, siano riconosciute a quegli stessi territori delle compensazioni a carico dei proponenti, dei produttori e dei gestori di impianti e infrastrutture energetiche.
Certo, una cosa è la legge, altro è lo sconto in bolletta per i residenti. Poi bisogna passare agli accordi con le aziende ed attualmente ci sono ancora in ballo, da anni, le compensazioni dovuti ai Comuni della Provincia di Brindisi e Lecce interessati dalla Tap per introiti complessivi di circa 50 milioni di euro.
Non è difficile immaginare lungaggini e trattative similari anche per altre situazioni analoghe. Ma tant’è, la Regione Puglia intende dotarsi di un meccanismo, sulla falsariga di quanto già previsto in Basilicata, per ottenere vantaggi e sconti dovuti al trattamento del proprio territorio da parte delle aziende di trasformazione e distribuzione soprattutto del gas.











