Proseguono ad Apricena le indagini per ricostruire la dinamica che ha portato un elicottero a schiantarsi in Provincia di Foggia, facendo perdere la vita a 7 persone. Intanto ieri nel pomeriggio sono state estratte le salme dalle lamiere dell’elicottero.
I cadaveri sono stati portati giù a valle in una sorta di centrale operativa e successivamente saranno trasferiti tutti all’obitorio di San Severo per il rituale riconoscimento da parte dei parenti. Intanto sarà disposta l’autopsia, ma soltanto sui due piloti.
“L’autopsia sarà effettuata con grande probabilità unicamente sui due piloti, verosimilmente non sui passeggeri”. Lo ha detto il procuratore di Foggia, Ludovico Vaccaro, nel corso della conferenza indetta l’indomani della tragedia aerea sul Gargano in cui hanno perso la vita sette persone.
Per quel che riguarda la rimozione del rottame dell’elicottero, Vaccaro non si sbilancia sui tempi: “se i consulenti tecnici consentiranno il taglio della carcassa, allora i tempi saranno più brevi”. A breve arriverà anche il console sloveno.
“Sapevamo tutti che c’era una forte perturbazione sul Gargano, tant’è che venerdì l’elicottero non era partito. Sapevamo che le condizioni non erano ideali. Non so da chi sia arrivato l’ok per il decollo, chissà forse dalla torre di controllo”. Sono le parole di Francesco Nardelli, padre di Andrea Nardelli, il pilota di 39 anni deceduto nello schianto. “Perdere un figlio così a 39 anni è un dolore inspiegabile – ha detto l’uomo – Mio figlio ha dedicato una vita agli elicotteri. Si è brevettato nel 2007, ed è cresciuto nell’Alidaunia. Era un pilota esperto. Non ha mai avuto alcun problema. L’ultima volta che l’ho sentito è stato venerdì sera, ma abbiamo parlato del più e del meno. Era sereno”.
Intanto sul luogo della tragedia il magistrato Matteo Stella ha fatto un nuovo sopralluogo. Due le inchieste aperte, la procura di Foggia indaga per disastro colposo.











