Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, incontra oggi in due vertici separati i rappresentanti sindacali ed il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. per discutere del futuro dell’ex Ilva di Taranto, attualmente sotto la gestione di Acciaierie d’Italia.
Nella sede del ministero si affronta dunque la grave emergenza che consegue dalla decisione repentina della governance di Acciaierie d’Italia, di sospendere gli ordini di 145 imprese dell’appalto del siderurgico di Taranto, mettendo di fatto a casa almeno duemila maestranze.
Durante l’incontro calendarizzato a Roma l’a.d. Lucia Morselli dovrebbe confermare che si tratta di “una sospensione temporanea, dovuta a manutenzione straordinaria. Tra Natale e i primi di gennaio si torna alla normalità”, secondo fonti di stampa.
Ma dal Ministero sono arrivate parole preoccupate da parte dello stesos Ministro Adolfo Urso, che non ha nascosto la sua irritazione per una decisione arrivata a sorpresa, per giunta a ridosso dei primi contatti che aveva avuto con il partner privato (ArcelorMittal) e pubblico (Invitalia) nella gestione dell’impianto siderurgico tarantino.
“L’azienda torni sui propri passi. Mi aspetto dia un segnale costruttivo”, ha tuonato Urso. Acciaierie d’Italia, intanto, è alle prese con un vero allarme cassa: il miliardo che il governo Draghi ha stanziato, è fermo in attesa del via libera del nuovo governo. E nel frattempo il caro energia sta mangiando tutta la liquidità: quest’ anno – ha ricordato Franco Bernabè – “abbiamo speso quasi 1,4 miliardi di energia, a fronte dei 180 milioni spesi 2020”. Per i sindacati la via d’uscita è una sola: “il socio pubblico, come promesso, diventi al piú presto socio di maggioranza”.
Intanto oggi a Taranto è previsto un presìdio dei lavoratori: dalle 11 odierne, davanti alla portineria imprese dell’impianto tarantino, inizia quello di Fiom Cgil, Feneal Uil, Uilm Uil e, Usb.











