HomePoliticaRiforma della legge elettorale regionale pugliese: le proposte di Senso Civico

Riforma della legge elettorale regionale pugliese: le proposte di Senso Civico

Quando siamo circa alla metà della legislatura regionale, inizia il dibattito sulla necessità di dotare la Regione Puglia di una nuova legge elettorale, meno problematica e decisamente più chiara di quella attualmente in vigore, che presta il fianco a dubbi interpretativi e ricorsi.

Cosa che è puntualmente accaduta.

A lanciare la proposta di una riforma legislativa è del leader di Senso Civico per la Puglia, Alfonso Pisicchio, che prende carta e penna e scrive ai rappresentanti del Consiglio Regionale per invitarli a mettersi al lavoro in tal senso.

Cinque punti chiave per una nuova legge elettorale. È la proposta di Senso Civico per la Puglia, che nelle scorse ore ha inviato una lettera al presidente della Regione, Michele Emiliano, alla presidente del Consiglio, Loredana Capone, e a tutti i capigruppo.

“Vogliamo offrire il nostro contributo affinché la Regione Puglia – spiega il coordinatore regionale di Senso Civico, Alfonso Pisicchio – sia dotata di una legge regionale chiara. Le ultime Regionali del 2020 hanno dimostrato le storture e le incongruenze dell’attuale sistema, sfociate poi in continui ricorsi davanti alla giustizia amministrativa. A due anni esatti dall’inizio di questa legislatura, il tema della nuova legge elettorale non è stato mai affrontato, con l’inevitabile rischio di ritrovarci alle prossime Regionali con l’identico e caotico sistema di voto. Quello di Senso Civico vuole essere quindi un appello a lavorare da subito e bene su un testo che metta ordine e dia risposte chiare alle volontà del corpo elettorale pugliese”.

“Ad oltre due anni dall’avvio della legislatura regionale – scrive Pisicchio – mi preme porre alla vostra attenzione a nome del movimento Senso Civico per la Puglia, alcune considerazioni e valutazioni in ordine alla legge elettorale pugliese.

La legge elettorale pugliese ha evidenziato, contrastando palesemente il principio di equità, tutte le sue imperfezioni, manifestando forti dubbi di costituzionalità.

Infatti, alle ultime elezioni regionali il calcolo posto alla base della norma per l’assegnazione dei seggi alle liste ha generato forti incertezze interpretative disattendendo le volontà espresse dall’elettore e ha dato vita a numerosi ricorsi che hanno comportato modifiche alla composizione del Consiglio regionale con ulteriori traumi all’ordinario svolgimento della legislatura.

Pertanto, riteniamo urgente e non più procrastinabile un intervento volto a porre riparo ad un vulnus inferto alla democrazia rappresentativa a causa di una legge elettorale male impostata e peggio applicata”.

Queste, in sintesi, le proposte di Senso Civico all’attenzione del Consiglio Regionale:

  1. riduzione dell’attuale soglia di sbarramento delle liste prevista al 4% e portandola al 3% allineandola, così, ad altri livelli elettorali quali il Parlamento e quello de sindaci;
  2. l’impianto proporzionale con voto di preferenza plurimo (con l’espressione di tre preferenze) in una chiave che rispetti i principi costituzionali del voto “uguale” e che valorizzi insieme alla parità di genere, anche la solidarietà tra candidati della stessa lista.
  3. assegnazione dei seggi (certi) nelle circoscrizioni provinciali con il criterio della proporzionalità riferita alla popolazione. Non come è avvenuto nell’attuale consigliatura dove, ad esempio, nella circoscrizione di Bari su 15 seggi spettanti ne sono stati attribuiti 10 (dopo la sentenza del tribunale) perdendo la rappresentanza e contravvenendo al principio della rappresentanza proporzionale
  4. rivedere e prevedere gli effetti del meccanismo di calcolo per la verifica del superamento della soglia di sbarramento delle liste per l’accesso al riparto dei seggi. L’attuale sistema prevede che il procedimento avvenga tra grandezze disomogenee. Infatti, la percentuale che serve per determinare il superamento della soglia di sbarramento per ogni lista, viene calcolata avendo riguardo non al rapporto tra la somma dei voti validi espressi da tutte le liste partecipanti e i voti validi delle singole liste, come accade di norma nei diversi livelli elettorali, dal Parlamento nazionale a quello europeo, alle assemblee comunali, ma guardando al totale dei voti validi espressi da tutti i candidati presidenti. In questo modo artificioso e confuso si distorce la giusta ripartizione dei seggi e si disattende la volontà dell’elettore
  5. introduzione dell’istituto della “sospensione” ovvero nella possibilità per il consigliere regionale nominato assessore di sospendere la propria funzione di consigliere per l’intera durata dell’incarico consentendo lo scorrimento dalla lista circoscrizionale del nominato.
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Redazione
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