Tanto tuonò che alla fine piovve. E le due voci critiche del Partito Democratico pugliese per tanti anni, hanno scelto di sbattere la porta alla vigilia del congresso ed andarsene dal partito, aderendo ad Azione di Carlo Calenda.
Dopo aver chiesto primarie trasparenti e partecipate, dopo essere entrati più volte in polemica con i vertici regionali del Pd, dopo le accuse al vetriolo con Francesco Boccia soltanto di qualche giorno fa, lo strappo si è consumato ufficialmente nella giornata di ieri, ed oggi è diventato formale con l’adesione al soggetto politico aderente al Terzo Polo.
Questa mattina a Bari è stato direttamente il leader nazionale del Terzo Polo a presentare ufficialmente i due nuovi arrivi nel suo movimento. Fabiano Amati e Ruggiero Mennea entreranno a far parte di Azione, e formeranno un nuovo gruppo consiliare alla Regione Puglia insieme a Sergio Clemente, eletto con i civici di “Popolari” ed attualmente nel gruppo “Per la Puglia”.
Dal Pd la reazione è stata per lo meno freddina, e si pone un problema politico per la tenuta della maggioranza di Michele Emiliano, che senza l’appoggio dei tre esponenti terzopolisti adesso si può reggere soltanto con l’apporto dei pentastellati (quattro consiglieri su cinque).
“Prendiamo atto della decisione — hanno sottolineato il segretario regionale del Pd ed il capogruppo regionale rispettivamente Marco Lacarra e Filippo Caracciolo — ma è inevitabile pensare che una decisione del genere nasca dalla volontà di distruggere, anche per il futuro, l’attuale maggioranza faticosamente creata dal presidente Emiliano con il M5S e con le liste civiche”.
Se Clemente ha espresso la volontà di restare organico alla maggioranza di centrosinistra non appare così scontato il supporto di Mennea ed Amati, che già in molte occasioni si sono dimostrate critiche con scelte della Giunta e, soprattutto, del presidente Emiliano.
Ma a questo punto steccati vengono alzati anche dal Pd: “Il Pd pugliese — dicono Lacarra e Caracciolo — non può consentire che i due consiglieri fuoriusciti facciano ancora parte della maggioranza. Costruire il proprio gruppo a spese del Pd rappresenta un oltraggio insuperabile alle ragioni che tengono insieme un’alleanza. Per queste ragioni il Pd in Puglia non potrà stringere nè ora nè in futuro alleanze con Azione e Italia Viva”.
E’ direttamente Calenda a fare chiarezza parlando questa mattina a Bari, e se la prende direttamente con i metodi del Governatore pugliese.
“Emiliano non pensi di fare il ras e la Puglia non e il suo sultanato – ha detto il leader di Azione – ieri mi ha mandato il messaggio con la nota del Pd con l’intimazione a restare fuori dalla maggioranza. Se sono questi i metodi ha sbagliato, se insistesse farei quello Che ho fatto quando l’ho fatto accompagnare fuori dal ministero”
“Abbiamo più volte ribadito – ha sottolineato Amati sulla sua permanenza nella maggioranza di Emiliano – che siamo stati eletti con questa maggioranza, la fedeltà al mandato elettorale viene prima di tutto. E con il nostro modo di fare, proponendo cose concrete e non giocando al gioco della politica, pensiamo di continuare. Se poi il segretario regionale del Pd pensa di essere diventato un tornello comandato da Emiliano, dimostra di non aver capito che la politica non è questo, ma risolvere i problemi delle persone”.











