I sindacati Fiom, Uilm e Usb in una conferenza stampa hanno annunciato le prossime iniziative a livello nazionale e locale da portare avanti per la vertenza riguardante l’impianto siderurgico di Taranto attualmente in gestione di Acciaierie d’Italia.
I rappresentanti dei sindacati hanno lanciato un referendum tra i lavoratori dello stabilimento siderurgico di Taranto per conoscere il loro pensiero sull’ultimo decreto salva-Ilva messo in campo dal Governo e sull’opportunità o meno di una ricapitalizzazione immediata da parte dello Stato.
Peraltro un risultato che appare scontato e con domande e questioni fin troppo complesse per i lavoratori che vedono in questi giorni in forte pericolo la loro stabilità, tra la necessità di procedere con lo sviluppo industriale del sito in maniera ecologica e sostenibile e dall’altro lato la necessità di bonificare, ed in fretta, il sito industriale e tutta l’area di Taranto.
Intanto sono state annunciate le prossime iniziative di mobilitazione. L’11 gennaio le Rsu saranno a Roma insieme alle istituzioni per una conferenza stampa. Il 19 gennaio ci sarà lo sciopero e, contestualmente alla convocazione del ministro Urso, i sindacati saranno nuovamente a Roma a manifestare con i lavoratori di Acciaierie d’Italia, Ilva in As e dell’appalto.
“Vogliamo delle soluzioni – hanno sottolineato i segretari di Fiom, Uilm e Usb – sul futuro ambientale e produttivo dello stabilimento siderurgico. Quello che chiediamo da tempo è che ci sia un un cambio della governance e che i soldi pubblici siano utilizzati per un chiaro ed inequivocabile processo di transizione ecologica e sociale”.
Il prossimo 11 gennaio a Roma, prenderanno parte, oltre ai delegati sindacali, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e il sindaco e presidente della Provincia di Taranto, Rinaldo Melucci.











