Tassa di soggiorno si o no? A Bari si discute sull’introduzione di una imposta comunale legata alla permanenza nelle strutture ricettive. Una soluzione che piace all’Amministrazione Comunale, che vedrebbe alcuni milioni di euro in più nelle sue casse, molto meno agli albergatori ed agli host che vedrebbero lievitare i costi della propria offerta turistica.
Una tassa a fronte di quali servizi, però, per una città che vorrebbe definirsi a chiara vocazione turistica?
“La contrapposizione apertasi tra l’amministrazione comunale, che ha confermato la volontà di introdurre l’imposta di soggiorno, e la Federalberghi che ribadisce la contrarietà alla sua introduzione, merita alcune considerazioni partendo da una domanda: la tassa di soggiorno può essere una reale leva per migliorare l’offerta dei servizi turistici per la nostra città?”.
A chiederlo è il leader di Senso Civico per la Puglia, Alfonso Pisicchio, che nei giorni scorsi ha incontrato alcuni rappresentanti di categoria del settore dell’accoglienza e dell’ospitalità.
“I dati presentati dall’amministrazione comunale evidenziano – sottolinea Pisicchio – che nelle strutture di soggiorno della nostra città vi è stato un transito di presenze pari ad oltre le 430 mila unità nel periodo giugno/agosto scorso con una media di pernottamento al di sotto dei due giorni. Questo dato a mio avviso non è soddisfacente per una città come la nostra che ha la giusta ambizione di essere un’importante città turistica. Ritengo che l’obiettivo di una amministrazione attenta e di operatori di settori capaci sia quello di attrarre turisti e trattenerli per più del tempo che oggi utilizzano, offrendo servizi idonei”.
“Per poterci riuscire vanno predisposte adeguate strategie, visioni e progetti tesi al miglioramento della competitività del sistema turistico barese, ma questo non può prescindere da una stretta collaborazione tra l’istituzione Comune e gli operatori del settore e per tale fine sarebbe importante istituire un tavolo permanente per individuare le iniziative necessarie per l’utilizzo al meglio delle risorse rivenienti da tale gettito. Pertanto rispondendo alla domanda iniziale, noi di Senso Civico per la Puglia diciamo “sì” alla tassa di soggiorno, ma a condizione che rimanga vincolata unicamente alle esigenze del settore turistico e che si ascoltino le richieste degli operatori del settore, ricordando che il turismo è una risorsa preziosa che fa da volano per lo sviluppo della nostra città”.











