Oggi pomeriggio avrebbe dovuto riunirsi il Consiglio Regionale. Una seduta che, però, è stata rinviata al 28 febbraio a causa di forti contrasti in ordine alla posizione in seno all’Ufficio di Presidente di Sergio Clemente.
In apertura dei lavori, il Presidente della Regione, Michele Emiliano ha chiesto al consigliere Sergio Clemente – assente dalla riunione odierna- “un passo indietro” dalle sue funzioni di Consigliere Segretario nell’ambito dell’Ufficio di Presidenza al fine di ripristinare la quota di rappresentanza indicata dallo Statuto nell’Organismo di governo del Consiglio.
Clemente, infatti, era stato eletto dalla maggioranza nell’Ufficio di Presidenza, ma alcune settimane fa è entrato a far parte del gruppo consiliare di Azione che, a più riprese, è stato ribadito essere al di fuori della maggioranza che sostiene il governo regionale.
Da qui la richiesta di un passo indietro per poter ripristinare i rapporti di forza tra maggioranza ed opposizione nell’organo che dirige e presiede i lavori del Consiglio Regionale.
Anche perchè da più parti sono arrivate ad Emiliano richieste di riassegnare quel posto.
Tutti daccordo? Nemmeno per idea. Pronta è arrivata la replica del consigliere Fabiano Amati che del gruppo Azione è componente oltre che Commissario regionale che ha ricordato come lo stesso Statuto preveda la sfiducia di un componente dell’Ufficio di Presidenza solo per “gravissimi motivi” impossibili da ravvedere in un cambio di posizionamento politico. Anche alla luce della non esistenza di alcun vincolo di mandato per i consiglieri regionali.
In parole povere, Clemente non fa parte della maggioranza, ma conserva il posto (della maggioranza) nell’Ufficio di Presidenza.
Dal centrodestra un comunicato congiunto di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega puntano l’indice sul contrasto che sta di fatto paralizzando i lavori del Consiglio Regionale.
“Un regolamento di conti fra Emiliano e Amati, tutto interno al centrosinistra, ha paralizzato oggi i lavori del Consiglio regionale, rinviato per l’ennesima volta senza alcun risultato per i pugliesi. Il presidente ha parlato di rispetto, di rappresentanza, di dignità. Tutte parole, contraddette dai fatti: si bloccano i lavori per un puntiglio, per un braccio di ferro, ma soprattutto un gioco di poltrone. E così Emiliano ha detto in aula: “fino a quando non viene ristabilito un equilibrio politico all’interno dell’Ufficio di Presidenza il Consiglio non si farà”. Tradotto: è il ‘padrone’ della massima assise regionale. Abbiamo una notizia per il presidente della Giunta: un’istituzione rappresenta la comunità ed è cosa pubblica, non è il condominio di nessuno. Siamo sbigottiti dinanzi a tale e tanta tracotanza di chi pensa di comandare anziché governare. L’ennesima brutta pagina politica a firma di Emiliano ed è bene ricordargli, ancora una volta, che la Regione e il Consiglio regionale esigono rispetto”.
Di Consiglio Regionale ostaggio delle beghe personali parla anche Antonella Laricchia, che sottolinea come “al momento del voto, gli elettori mandando in maggioranza la coalizione che vince e all’opposizione quelle che perdono. Tutto il resto è trasformismo: sebbene ne vediamo tante non dobbiamo assuefarci a questo tradimento degli elettori, le cose vanno chiamate con il loro nome”.
“Dunque, tutti i consiglieri eletti nella coalizione di Emiliano hanno il diritto di restare in maggioranza, perché legittimati dal voto popolare. Per lo stesso motivo io resto all’opposizione, nonostante la scelta differente della forza politica con cui sono stata eletta (scelta spregevole, ma questo l’ho ampiamente commentato e oggi aggiungo fallimentare come ha dimostrato l’esito elettorale in Lombardia dove il M5S, presentatosi in coalizione con il PD, è passato da 13 a 3 eletti)”.
E quindi l’accusa ad Emiliano: “Lo spettacolo di oggi in aula di Michele Emiliano è stato imbarazzante: un Presidente sempre assente sui temi della vita quotidiana dei pugliesi ma in primo piano sulle sue questioni personali; isolato, ma purtroppo non abbastanza, nel suo delirio; abile ad adulare l’opposizione, e al tempo stesso minacciarla, per ottenere le firme necessarie alla sua mozione di sfiducia; pronto a tenere in ostaggio un’aula intera per una sua personalissima guerra oggi contro Azione, domani contro chissà chi”.
La prossima riunione del Consiglio regionale è prevista per il 28 febbraio, sempre che ci siano le condizioni per un funzionamento “normale” di un Consiglio Regionale che, di fatto, ogni seduta riesce a fare sempre peggio.
Uno spettacolo indegno del luogo in cui si trovano e della storia che quell’aula rappresenta.











