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L’Europa blocca il voto sullo stop alle auto nuove diesel e benzina. Soddisfazione dall’Italia

Il voto alla riunione degli ambasciatori Ue sul Regolamento che prevede lo stop dal 2035 alla vendita di auto nuove diesel e benzina è stato rinviato a data da destinarsi.

Oggi doveva tenersi il voto degli ambasciatori in vista del via libera definitivo in programma al Consiglio di martedì. Tuttavia le perplessità della Germania, unita alla contrarietà di Polonia e Italia (e l’astensione di Bulgaria) hanno fatto saltare tutto l’iter.

Il Parlamento europeo aveva già dato la sua approvazione finale il 14 febbraio scorso.

Il ministro per le Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso, a Bruxelles per il Consiglio Competitività, ha confermato la posizione. E ha chiarito che allo stato attuale non c’è nulla che Bruxelles possa offrire per fargli cambiare idea.

“L’Italia vota contro come segnale per quanto riguarda tutta l’attività che la Commissione, le istituzioni europee, faranno, e faremo insieme a loro, nei prossimi mesi che riguarderanno gli altri dossier che sono ancora aperti. Non soltanto quelli inerenti l’automotive ma anche quelle inerenti il packaging piuttosto che l’eco-tessile, dossier nei quali noi chiediamo ragionevolezza”, ha spiegato il Ministro Urso, orgoglioso del fatto che “l’Italia è tornata in campo come grande Paese, fondatore dell’Unione europea, che sa bene quali siano davvero il sentimento e la necessità di questo Continente”. “Noi siamo un Governo pragmatico che guarda innanzitutto agli interessi nazionali e alla sostenibilità del sistema sociale che è conseguenza della sostenibilità del sistema produttivo. E vorremmo che altrettanta consapevolezza e ragionevolezza ci siano nelle Istituzioni europee”, ha spiegato.

“Il rinvio a data da destinarsi del voto è una buona notizia per le tante aziende pugliesi che operano nel comparto della componentistica dei motori a idrocarburo. Molte di queste realtà produttive, che danno lavoro a un notevole numero di addetti, sarebbero state costrette nei prossimi anni a riconvertire la loro attività, con rischi concreti in termini di occupazione. Governare le trasformazioni è necessario, ma è molto meglio non dover ricorrere, almeno per il momento, a strategie che per loro natura comportano una serie di problemi in termini di accessibilità economica. Anche perché le alternative non mancano, a partire dai carburanti rinnovabili a impatto ambientale ridotto, e altre se ne potrebbero prospettare nel breve periodo”. Lo dichiara Davide Bellomo, deputato della Lega.

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Redazione
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