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Come risolvere il problema della circolarità della gestione dei rifiuti in Puglia? Cosa fare, se non creare un nuovo organo, come si dice in burocratese una NEWCO per gestire la situazione? Ma i tempi sono strettissimi. L’operazione deve essere completata per legge entro il prossimo 30 marzo, data in cui deve essere assegnata la gestione del ciclo dei rifiuti.
Ager, l’Agenzia Territoriale della Regione Puglia per la gestione dei rifiuti entrerà in Aseco (società ad oggi interamente controllata da Acquedotto Pugliese). L’annuncio alcuni giorni fa a Brindisi con le parole del Presidente Michele Emiliano.
Ma Aseco ad oggi ha solo un impianto (quello di Ginosa), peraltro sotto sequestro giudiziario. Come potrà mai gestire tutta la raccolta della frazione organica, come è nei piani della Giunta Regionale?
“La nascita della nuova società è un’operazione coerente con la normativa vigente e persegue una virtuosa e stabile collaborazione attraverso la creazione di un soggetto in house a controllo analogo congiunto”.
“Abbiamo lavorato per anni per garantire che il settore dell’impiantistica dei rifiuti avesse un operatore pubblico – ha detto Emiliano – in grado di creare delle condizioni economiche utili ad abbassare la pressione della fiscalità nei confronti dei Comuni. L’analisi effettuata sul settore rifiuti ci ha convinti che le criticità che abbiamo riscontrato si sostanziano in una una inefficienza del sistema che si scarica sulle tasse dei cittadini. Per questo abbiamo individuato un meccanismo che, senza creare danno agli imprenditori privati, vada a vantaggio dei cittadini migliorando l’efficienza del sistema e garantendo un abbassamento della pressione fiscale”.
In buona sostanza AQP potrà affidare alla nuova società il recupero dei fanghi di depurazione, mentre AGER la gestione della Frazione Organica da Rifiuto Urbano (Forsu). Questo attraverso impianti di trattamento, recupero, riciclaggio e smaltimento di quei materiali.
La Newco sarà una società sottoposta al controllo analogo congiunto di AQP e AGER cui saranno affidati in house providing attività gestionali da parte dei medesimi soci. Svolgerà la propria attività a favore dell’AGER e di AQP in modo che gli interessi perseguiti non siano in alcun modo contrari a quelli dei due Soci.
I soci avranno un ruolo paritetico nella gestione in quanto nell’Organo amministrativo avranno una propria rappresentanza.
In un primo momento il Consiglio sarà composto da tre membri e successivamente la Società sarà amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da 5 (cinque) membri. E’ prevista anche la figura del direttore generale che sarà indicato sempre da AGER. Le cariche in seno all’Organo Amministrativo saranno svolte a titolo gratuito e dunque senza il riconoscimento di alcun emolumento o altro compenso, fatta eccezione per il rimborso delle spese, debitamente documentate, sostenute in esecuzione dell’incarico.
CONFINDUSTRIA
Ma non a tutti questa nuova società piace. In primo luogo le opposizioni, e quindi i Comuni, che di fatto si vedono sottrarre competenze, ma non immediatamente tassazioni. Ed ancora Confindustria. Il presidente pugliese di Sergio Fontana ha presentato in 34 pagine tutti i dubbi coltivati sul progetto di realizzare un soggetto gli impianti funzionali al ciclo dei rifiuti.
“Attraverso la creazione della Newco plurisoggettiva – spiega Fontana – Aqp cede ad Ager una quota del capitale di Aseco (proprietaria di un impianto di compostaggio già esistente ed autorizzato, coinvolto i due procedimenti penali nonché operante nel mercato della Forsu, acronimo relativo alla frazione organica dei rifiuti urbani) diventando compartecipe di una attività di servizio pubblico a rilevanza economica nel settore della gestione dei rifiuti, ad essa Aqp (ed alla suo socio unico Regione) del tutto estraneo; attività che include il trattamento di rifiuti provenienti dal ciclo urbano”.
Sono diversi i profili di potenziale illegittimità sottolineati nella relazione da Confindustria Puglia perché “da un esame complessivo della documentazione rilevante – scrive Fontana – emergono alcuni profili di dubbia compatibilità della stessa con il quadro delle coordinate normative”.
Per Confindustria “appaiono sfumati i presupposti di utilità ed interesse pubblico che legittimerebbero l’istituzione di una struttura societaria plurisoggettiva a capitale pubblico dedicata alla erogazione di servizi a rilevanza economica ampiamente reperibili sul mercato di settore (non solo locale, trattandosi di servizi acquisibili anche fuori Ato)”.
Ma problemi appaiono anche dal punto di vista politico. Intanto due giorni fa è stata rinviata la Commissione Regionale che avrebbe dovuto (e voluto) ascoltare Aqp, Ager e Anci, oltre all’assessore regionale all’ambiente Maraschio, ma non si è presentato nessuno e pertanto la discussione è stata rinviata a lunedì prossimo.
Azione affonda il colpo: “Leggendo le carte si legge solo il parere favorevole del sindaco di Brindisi Riccardo Rossi e di un’altra trentina di comuni. Risulta, invece una serie di perplessità e una stragrande maggioranza, pari a 227 comuni, che non si è espressa. La legge conferisce ai comuni la titolarità del servizio rifiuti o di parte di esso, e in Puglia tale potere è stato espropriato dalla Regione attraverso la nomina del direttore generale di Ager a cui sono stati invece conferiti tutti i poteri, noi vogliamo restituire ai comuni quello che gli è stato tolto”.
Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia Francesco Ventola, intanto, “c’è una sorta di fuggi fuggi dalle Commissione regionali, da parte del governo Emiliano e della sua schiera celeste, sugli argomenti più scottanti sui quali decide solo il presidente… Nessuno dei ‘nominati’ viene in Commissione a confrontarsi con i consiglieri regionali perché nessuno ha la LIBERTA’ di potersi esprimere direttamente, perché sono tutti filodiretti da Emiliano e perciò se quest’ultimo ha deciso, insieme al suo fedelissimo Grandaliano, che la nuova società sui rifiuti AGER-ASECO si deve fare, i sindaci pugliesi di centrosinistra non osano mettersi contro, anche quando gli viene tolto potere gestionale sulla materia rifiuti. Anche quando, invece, dell’Aseco si sarebbero potute utilizzare altre società municipalizzate che gestiscono impianti di smaltimento. Sopportano soprusi in silenzio, salvo poi venirsi a confidarsi con noi consiglieri regionali in segreto, descrivendo nel centrosinistra un clima ‘pesante’. Ed è assurdo pensare che, poi, è proprio sui sindaci che ricade il peso del trasporto e smaltimento rifiuti e quindi della cattiva gestione alla quale loro possono rispondere aumentando la TARI e quindi aggravando il bilancio familiare dei loro cittadini”.
LA CORTE DEI CONTI
Ed oggi arrivano anche perplessità sull’operazione di Newco da parte della Corte dei Conti.
Secondo i giudici amministrativi, in una relazione di 41 pagine, viene rilevato come non vi sia la certezza che l’operazione abbia una fondata sostenibilità finanziaria, ma anche che la stessa potrebbe non essere neppure conveniente al punto di vista economico, anche perché non è adeguatamente dimostrato come si raggiungono i risultati senza una dettagliata organizzazione e rendicontazione (dal personale ai costi/ricavi).
Vengono, peraltro, espresse anche perplessità sull’utilizzo dei fondi dell’eco-tassa che dovrebbero essere destinati ai Comuni per migliorare il servizio, abbassare le tasse o campagne di sensibilizzazione e che invece l’AGER utilizzerebbe per comprare le quote dell’ASECO.
LE OPPOSIZIONI
Amati e Mennea ribadiscono: “Ora che pure la Corte dei Conti ha fatto conoscere il suo parere, ricco di perplessità sull’operazione Ager-Aseco, confidiamo sulla decisione di cambiare strada, assecondando innanzitutto le leggi e quindi evitando una corsa contro il tempo per fare qualcosa che dal 30 marzo prossimo sarà vietata. Si porti subito in Aula, dunque, la nostra proposta di legge per assegnare concretamente ai Comuni la titolarità del servizio, oggi espropriata dalla Regione e attribuita al duo Emiliano-Grandagliano, e poi decidere il da farsi con un piano economico finanziario più credibile. Speriamo di poter avere il sostegno aperto e senza timore di tutti i colleghi consiglieri regionali che vorranno aggiungersi ai colleghi dei Cinquestelle e del centrodestra, così da metterci alle spalle questa pagina di inutili blitz, peraltro privi del favore della maggior parte dei comuni”.
E Ventola, infine, da Fratelli d’Italia sottolinea: “veder suffragate dai magistrati della Corte dei Conti le nostre perplessità sulla costituzione della società AGER-ASECO è per noi una sorta di sollievo”.
“Ma, sempre come da Fratelli d’Italia sostenuto, il mio ostacolo alla costituzione era rappresentato proprio dai tempi stretti: entro il 29 marzo non solo deve nascere la newco, ma questa deve essere nelle condizioni di affidare il servizio… e come? Se l’unico impianto (di Ginosa) ASECO è sottoposto a sequestro? Ma se anche con i potenti poteri dell’ex pm Emiliano fosse magicamente dissequestrato, è bene ricordare che l’impianto è nelle condizioni di smaltire 25mila tonnellate l’anno, quindi non tutti i Comuni potrebbero conferire e pagare un costo di 98 euro a tonnellata: e chi deciderebbe chi può farlo e chi no? I Comuni ‘amici’ s? e quelli meno no? Creando cos? una disparità anche di TARI fra Comuni di serie A e Comuni di serie B???”.
LUNEDI IN COMMISSIONE
Lunedì prossimo si torna in commissione. Sono previste le audizioni dei protagonisti dell’operazione (AGER, ANCI, AQP e ASECO). Ma si presenteranno? Intanto il tempo stringe. Mancheranno, allora, soltanto 3 giorni per completare tutto. La gattina frettolosa potrebbe fare, come al solito, i figli ciechi.











