HomeCronacaTaranto, sorveglianza speciale per un noto pregiudicato accusato di truffe milionarie

Taranto, sorveglianza speciale per un noto pregiudicato accusato di truffe milionarie

I Finanzieri di Taranto questa mattina hanno dato esecuzione a un provvedimento emesso dalla D.D.A.- di Lecce con il quale è stata disposta la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, per la durata di 5 anni, con obbligo di soggiorno nel Comune di Taranto, nei confronti di un pregiudicato nato e residente nel capoluogo jonico.

L’esecuzione del provvedimento rappresenta l’ulteriore sviluppo di complesse investigazioni di polizia giudiziaria svolte dai finanzieri, su delega dell’A.G. inquirente di Lecce, nei confronti, tra gli altri, di un pregiudicato tarantino, già sottoposto a misure di prevenzione di carattere personale nel 2005 e nel 2008.

Secondo lunghe indagini il soggetto, già colpito da un sequestro di beni per un importo di circa 20 milioni di euro nell’aprile del 2021, sarebbe emerso come il presunto promotore di un sodalizio criminale, con base operativa a Taranto, che avrebbe commesso, tra l’altro, una serie indeterminata di delitti di tipo economico, come il trasferimento fraudolento di valori, la truffa aggravata ai danni dello Stato, la sottrazione all’accertamento delle accise sugli oli minerali e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Secondo le emergenze investigative raccolte dalle Fiamme Gialle, negli anni successivi il soggetto avrebbe riciclato e autoriciclato nel circuito economico legale i proventi delle suddette attività illecite, costituendo e finanziando una serie di società e di imprese intestate a sè stesso e a “prestanome”.

Un giro di società operanti soprattutto nell’acquisto di carburante agevolato per l’agricoltura da un deposito di prodotti energetici, operando invece il prelievo di corrispondenti quantitativi di gasolio per autotrazione, gravato interamente dalle accise.

Per far “quadrare la contabilità”, le imprese “controllate” dal prevenuto avrebbero quindi emesso fatture attestanti falsamente la vendita di un equivalente quantitativo di gasolio agricolo ad aziende inattive e ignare, con sedi in diversi Comuni della Provincia di Taranto. Il carburante così ceduto in evasione delle accise è stato quantificato complessivamente in oltre 21 milioni di litri, per un’accisa evasa pari a circa 13 milioni di euro. Tali ingenti profitti sarebbero stati quindi autoriciclati e riciclati dal prevenuto e dai suoi “fiduciari” attraverso la costituzione e il finanziamento di diverse imprese commerciali attive nel settore della distribuzione di alimenti e bevande (pizzerie, bar e pasticcerie).

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Redazione
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