Sembra ieri, eppure sono ben 17 anni che Pinuccio Tatarella è mancato. La scomparsa del deputato pugliese, leader indiscusso della destra italiana di governo, forse anche più del segretario dell’allora neonata Alleanza nazionale, già vicepresidente del Consiglio nel primo governo di Silvio Berlusconi, ministro delle Poste e Telecomunicazioni ha lasciato un vuoto politico nel centrodestra nazionale, e pugliese in particolare, che ancora oggi stenta ad essere superato.
Chi ha vissuto l’epoca ed i fasti della Destra di Governo, soprattutto nei primissimi anni ’90 quando, a cominciare dalla Puglia, ci si rendeva conto che un ampio elettorato, sempre più crescente, affidava ai valori ed agli uomini (di donne ce n’erano ben poche in giro) del Movimento Sociale Italiano i primi Comuni, le prime Amministrazioni Locali, un numero sempre maggiore di seggi negli Enti Locali fino ad esplodere, nel 1994, in un vero e proprio boom elettorale, non può che indicare in Pinuccio Tatarella l’uomo che, guardando il futuro prima e meglio di altri e sapendo interpretare i venti che spiravano da ogni direzione, indicava forte la necessità di una destra non soltanto valoriale, ma di governo.
Oggi, ancora oggi, ogni occasione è buona per tirare la giacchetta a Pinuccio. Cosa avrebbe fatto, cosa avrebbe detto, dove si sarebbe collocato… sono state tante le occasioni (perse) in cui si è voluto dare una collocazione a Tatarella. Dal 1999 ad oggi ne è passata di acqua sotto i ponti. Tanta. E la storia è andata, inevitabilmente avanti. Attori protagonisti sono scomparsi, altri sono diventate meteore e si sono eclissati, altri ancora sono saliti alla ribalta.
È normale. Fa parte della ruota che gira, e la politica gira ancora più velocemente.
Quello che, però, ancora non si è riusciti a superare è quella strana sensazione di sentirsi “orfani”. Per la destra italiana è, o meglio sarebbe, tempo di camminare con le proprie gambe. Di scendere dal seggiolone e tornare a mettersi in gioco con i propri volti, i propri valori, le proprie idee, con gli uomini e le donne che oggi ci sono e sono protagonisti. Ed invece si sente troppo spesso parlare al passato, senza avere argomenti ne, cosa ancora peggiore, idee per costruire e rendere effettiva quella eredità che i nostri predecessori ci hanno consegnato. Si cerca di ricostruire la Destra che fu invece di progettare la Destra che sarà.
La Destra italiana dopo 17 anni non ha ancora elaborato a sufficienza il lutto. Non c’è stato, per incapacità e per negligenza, quell’indispensabile lavoro di rielaborazione emotiva dei significati, dei vissuti e dei processi sociali legati alla perdita di Pinuccio Tatarella. Fino allo scorso anno commemorazioni divise, conflittuali, rancorose…
Forse per la prima volta, quest’anno, il passo fatto è andato nella direzione giusta. Consegnare alla storia il ricordo di Pinuccio Tatarella ed il suo nome, e scinderlo da quello che è, oggi, la politica della Destra, o meglio, di quel che rimane della Destra, e del centrodestra.
Questa mattina a Bari il Commissario straordinario dell’Autorità Portuale Francesco Mariani e il Direttore Marittimo di Puglia e Basilicata Jonica, A.I. Domenico De Michele hanno voluto ricordare l’on. Giuseppe Tatarella, deponendo una corona di fiori ai piedi della lapide commemorativa a Lui dedicata all’interno del Porto di Bari, alla presenza del fratello Salvatore Tatarella.
Hanno partecipato anche la Regione Puglia, rappresentata dal delegato in Comitato Portuale Avvocato Francesco Mastro, il Comune di Bari, rappresentata dal Comandante della Polizia Municipale Colonello Nicola Marzulli, rappresentanti delle associazioni marinare, dei lavoratori e degli imprenditori portuali oltre a numerosi privati cittadini.
In serata, alle ore 19.00 nella Chiesa di piazza San Ferdinando a Bari, per iniziativa dei capigruppo regionali ex AN sarà celebrata una Messa in suffragio di Tatarella e dell’avvocato Antonio Crocco, già consigliere regionale del Msi e di An.
Domani sera, a Cerignola, la città natale di Tatarella, presso la sala Mascagni del Teatro Mercadante, ad iniziativa del sindaco Franco Metta e dell’Assessore alla Cultura Giuliana Colucci, un ricordo di Tatarella, con la partecipazione, oltre che del Sindaco e dell’Assessore, di Angela Filipponio Tatarella, Rosario Mastroserio e Salvatore Tatarella, moderati da Natale Labia.











