“Stiamo investendo una somma enorme per reimpiantare specie resistenti alla Xylella, il problema lo stiamo risolvendo e lo risolvemo”. Michele Emiliano, nel pomeriggio di ieri ai microfoni di SkyTg24 ha parlato della Xylella e della sua diffusione in Puglia a dieci anni dalla scoperta delle prime piante infette.
E ne ha per tutti: Europa e Governo nazionale, fatti salvi i gravissimi errori che pure in Puglia sono stati commessi in questi dieci anni, ma di cui però non è data notizia.
“La Xylella è arrivata dal Sud America grazie ai mancati controlli dell’Unione europea e continuerà il suo cammino, bisognerà predisporre strategie che vanno ben oltre quelle in corso. Questa battaglia è in corso, l’Unione europea non ci ha dato un soldo per risarcire gli imprenditori e soprattutto ho l’impressione che anche il governo si sia dimenticato che serve una strategia complessiva per tutta l’olivicoltura italiana”.
All’attacco immediato è andata l’opposizione in Consiglio regionale, con Fratelli d’Italia che sottolinea come “di fronte a certe dichiarazioni viene facile l’ironia”. FdI ha rimarcato come Emiliano abbia “abbandonato” il consiglio regionale per partecipare a una trasmissione televisiva. “Dobbiamo andare indietro di otto anni, nella primavera del 2015, quando Emiliano candidato presidente alla Regione Puglia fece una promessa ai pugliesi: una volta eletto avrebbe risolto il problema in meno di un mese! Da allora non solo sono passati otto anni, ma sono passati anche, circa 50 esperti (per modo di dire, visto che vi erano anche negazionisti), che nel novembre 2015 furono nominati dal neo presidente Emiliano e che sono appunto passati senza lasciare traccia”.
“E ci chiediamo l’Emiliano che oggi scarica le colpe sul Sud America è lo stesso che salutò come una liberazione il provvedimento di sequestro degli ulivi (che impediva l’eradicazione) del suo amico procuratore di Lecce, Cataldo Motta? Anche in questo caso la sensazione che sia stato lo stesso Emiliano a ispirare l’azione della magistratura è molto forte, sta di fatto che quella liberazione bloccò il Piano Silletti e mise sotto inchiesta i veri scienziati. E allora Emiliano rispetti il Consiglio e rimanga in aula, lì dove i pugliesi lo hanno voluto, e non vada a fare sproloqui contro il Governo Meloni come diversivo per evitare di ragionare dei problemi della Puglia. Oppure ogni volta che viene invitato chieda al giornalista che vi sia un contraddittorio… se ha il coraggio di sostenerlo!”.
Pronta anche la reazione del senatore barese Filippo Melchiorre, secondo cui “il presidente Emiliano dovrebbe scusarsi con gli elettori pugliesi e, in generale, con gli italiani per le baggianate dette in tv sul problema della Xylella. Ricordo che ben 8 anni fa, durante la campagna elettorale per le Regionali in Puglia, Emiliano prometteva di risolvere il problema alla radice, ma purtroppo non è stato così. Emiliano dovrebbe fare mea culpa. Non accettiamo lezioni da un mistificatore seriale come lui”.











