Caro affitti, parte da Lecce il confronto con le associazioni studentesche voluto dalla Presidente del Consiglio regionale della Puglia, Loredana Capone, e l’assessore regionale all’Istruzione e all’Università, Sebastiano Leo.
Nel 2018 il costo di un stanza singola per le studentesse e gli studenti leccesi era pari a 186 euro al mese, oggi è di 240. Sono partiti dalla sede della Regione Puglia in viale Aldo Moro, i rappresentanti delle associazioni studentesche UDU e Link in prima linea, nelle scorse settimane, nella protesta che ha visto centinaia di studenti in tenda fuori le Università a causa dell’aumento dei costi per gli alloggi universitari.
Un grido d’aiuto, e una richiesta di intervento immediato del Governo nazionale, che ha percorso l’Italia da nord a sud portando all’attenzione delle Istituzioni locali una problematica che vede nel caro affitti la punta di un iceberg che si snoda in un sistema ben più complesso che abbraccia i diversi ambiti che incidono sul diritto allo studio: dall’abitare all’energia, ai trasporti, al sommerso.
Per questa ragione la presidente del Consiglio Regionale della Puglia, Loredana Capone, insieme all’assessore regionale all’Istruzione e all’Università Sebastiano Leo, hanno inteso raccogliere l’appello delle rappresentanze studentesche pugliesi avviando una consultazione al fine di individuare criticità e proposte da mettere sul tavolo delle concertazioni con il Governo. Una consultazione necessaria ancora di più in un momento in cui all’aumento dei costi degli affitti rischiano di sommarsi le importanti fratture territoriali che diverrebbero insanabili laddove il Governo decidesse, come sembra, di procedere con il progetto di autonomia differenziata che offrirebbe la possibilità di passare in capo alle regioni, tra le altre, anche la materia dell’Istruzione senza, però, prima ridefinire i livelli essenziali delle prestazioni, ovvero diritti uguali per tutti, e per giunta a invarianza di spesa, senza, quindi, prevedere risorse ulteriori che possano consentire alle regioni più fragili di mettersi in pari con quelle più ricche.
“Sono 18mila – ha detto la presidente Capone – gli iscritti a UniSalento, il 69% risiede in Provincia di Lecce. Se i costi degli affitti continueranno ad aumentare molti studenti saranno costretti a fare i pendolari e questo non solo a lungo andare rischia di essere pesante, anche a causa dell’attuale sistema di trasporti intercomunale, ma potrebbe addirittura scoraggiare le nostre ragazze e i nostri ragazzi a iscriversi all’Università, con gravi ripercussioni sull’economia e la crescita sociale dei nostri territori. La Puglia, con ADISU, è già avanti e tantissimo sta facendo con le risorse che ha a disposizione. Possiamo e dobbiamo lavorare ancora di più sull’integrazione. Solo attraverso l’integrazione tra settori si può trovare, infatti, una logica di migliore investimento. Ecco perché è fondamentale che si lavori a un nuovo concetto di edilizia residenziale pubblica. E questo significa innanzitutto darsi obiettivi chiari nei confronti delle fasce più deboli del Paese: giovani coppie, anziani e studenti. È necessario programmare in questo senso oggi che ne abbiamo la possibilità. E, invece, nell’emendamento dei 660 milioni per l’edilizia universitaria del Governo, per esempio, questa attenzione alla fragilità sembrerebbe non esserci. Nessuna regola, nessun vincolo a tutela degli universitari, e le tariffe, addirittura, potrebbero essere decise discrezionalmente dagli affittuari anziché prevedere piuttosto un accordo con i Comuni per calmierare i prezzi. Rischiamo di sciupare una grande occasione: per gli studenti, e per le Istituzioni che potrebbero, per esempio, approfittarne per investire sul recupero di tutti gli edifici pubblici vuoti e in degrado”.
“La Puglia è ormai un’eccellenza per il diritto allo studio – ha aggiunto l’assessore regionale all’Istruzione e all’Università, Sebastiano Leo – sia per quanto riguarda le borse di studio, perché tutti gli aventi diritto oggi possono contare sulla loro borsa,sia per quanto riguarda l’investimento nelle residenze universitarie. Siamo partiti dall’idea secondo cui gli studenti devono sentirsi pienamente cittadini della città in cui studiano, perché la socializzazione e la contaminazione sono fondamentali per il loro benessere e per un ritorno alle città di accoglienza. L’urbanistica fino a qualche anno fa pensava ad altro invece che alla costruzione di spazi condivisi ma questo è il tempo in cui guardiamo in faccia i bisogni e ne facciamo bussola per ogni azione presente e futura. La Regione Puglia è pronta a fare ancora di più ma lo Stato deve stanziare maggiori risorse per la gestione e darci l’opportunità di intervenire sulla carenza dei posti alloggi. C’è una specie di bolla speculativa e per questo, proprio qualche giorno fa, ho scritto una lettera alla ministra Bernini affinché l’Italia si allinei con gli altri Paesi europei che in questi anni hanno investito ingenti risorse sull’housing studentesco e sull’attrattività delle loro città universitarie, affinché con le conseguenze del caro affitti non si disperda il nostro più importante capitale, quello umano. E soprattutto affinché il diritto allo studio sia garantito a tutte e tutti. Un diritto che anche attraverso le residenze deve essere pubblico”.
La Puglia, infatti, è la prima delle regioni del Sud per quantità e qualità di progetti: dai concorsi di progettazione e workshop di progettazione partecipata per la riqualificazione degli immobili di pregio da destinare a nuove Case dello Studente, per esempio il concorso per la riconversione dell’ex-convento dei Carmelitani Scalzi di Lecce (ex Caserma Cimarrusti) che trasformerà un edificio in disuso nel centro storico di Lecce in una nuova residenza con 80 posti letto e nuovi spazi per gli studenti e la città, o il concorso di progettazione per l’ex Galateo che, all’interno di un progetto di social housing, prevede anche una quota parte, 18 nello specifico, di nuovi posti alloggio a disposizione degli studenti universitari. E, ancora, il progetto per l’ampliamento della residenza Ennio De Giorgi, approvato dal Comune di Lecce, con cui aumenteranno i posti alloggio a disposizione degli studenti passando da 106 a ben 258 unità.
“Abbiamo massimizzato tutte le risorse che sono state messe in piedi dal Ministero e dalla stessa Regione – ha commentato Marco Cataldo, Adisu Puglia – per la creazione di posti alloggio. Contestiamo la scelta del Ministero di aver messo altri 600 milioni sull’edilizia residenziale studentesca destinati sia ai pubblici ma soprattutto ai privati. Un bando un po’ anomalo perché va nella sola direzione della gestione il che significa che tutti possono candidare il proprio immobile e se hanno i requisiti potranno ottenere il finanziamento ma non definisce alcun vincolo e, anzi, lascia libera scelta sulle tariffe”.
“Quello che si è fatto negli ultimi anni è stato straordinario – è intervenuta l’assessora comunale all’Urbanistica, Rita Miglietta, presente all’incontro in rappresentanza del Comune di Lecce. La Regione ha messo in piedi un meccanismo innovativo e negli ultimi cinque anni c’è stata una grande condivisione tra Regione e amministrazione comunale sulle politiche urbanistiche, sull’idea che gli studenti devono vivere pienamente la città, non stando solo in un quartiere o in un campus e devono potersi muovere liberamente. Lecce è una città che non ha grandi fratture e, potenziando la mobilità intercomunale, può essere sempre più accogliente. I progetti finora in campo sono di grande qualità, dal De Giorgi all’ex Caserma Cimarrusti, allo stesso Galateo, stimolare il privato a riqualificare un capitale di edifici dismesso è giusto ma è importante, però, che ci siano dei vincoli per garantire accessibilità piena agli studenti. Il Comune è naturalmente disponibile a mettere in campo anche propri immobili da destinare a questo scopo”.
I rappresentanti delle associazioni studentesche hanno consegnato alla Presidente Capone e all’assessore Leo una serie di proposte per contribuire attivamente alla definizione di un programma di interventi che possa fornire nel più breve tempo soluzioni concrete e durature: dal monitoraggio sullo stato attuale dei prezzi degli affitti in città, così da intraprendere le giuste iniziative per porre rimedio alle situazioni di maggiore svantaggio, a specifici accordi per la definizione di canoni calmierati e concordati, all’utilizzo dei fondi Pnrr per la realizzazione di strutture di carattere pubblico gestite dalle università o dagli enti regionali, all’istituzione di un tavolo permanente di contrattazione tra sindacati e Istituzioni regionali e locali.
“I fondi del PNRR che il Governo ha annunciato di voler sbloccare – affermano gli studenti – sono destinati per buona parte ai privati mentre latitano i contributi per la copertura dei costi di affitto, utenze e trasporto e un piano organico di rilancio della residenzialità pubblica per studenti e non”.
Nel corso delle prossime settimane il confronto perseguirà negli altri capoluoghi pugliesi.











