Il tempo passa, ed il premio-covid previsto per gli operatori che durante il periodo critico della pandemia hanno messo a disposizione il loro tempo e messo a rischio la propria vita per prestare un servizio indispensabile e salvare sicuramente molte vite umane, in Puglia ancora non arriva.
Certo, monetizzare il sacrificio e l’impegno è cosa materiale, ma anche premiare chi si è speso, spesso senza sosta e sacrificando i propri affetti per prestare la propria opera a disposizione della sanità pubblica, così come è stato promesso da anni, sarebbe il minimo segno tangibile di ringraziamento.
Chiamarli “eroi” o “salvatori” e poi girarsi dall’altra parte quando si tratta poi di premiarli, significa offenderli e mortificarli.
Intanto la Regione Puglia dice di aver dotato le Asl pugliesi di specifiche somme vincolate alla erogazione del premio Covid-19 da destinare agli operatori sanitari impegnati della lotta al Coronavirus. In pratica la palla è passata dall’Ente alle Aziende sanitarie locali.
“Ed allora mi aspetto che questa siano celeri nel riconoscere quanto dovuto a chi ha messo a repentaglio la propria vita nelle fasi drammatiche della pandemia”. Lo afferma il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Renato Perrini, a margine dell’audizione da lui richiesta all’assessore Palese sul tema.
“Tale premio, suddiviso in quattro fasce, era previsto dalla legge nazionale n. 27 del 24 aprile 2020, dedicato a tutti coloro che avevano svolto un’attività sanitaria in emergenza pandemica ed era sancito da un accordo fra i sindacati e la Regione Puglia. A tre anni dalla tragedia della pandemia, nel frattempo addirittura dichiarata finita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è decisamente auspicabile anche la chiusura definitiva di questa vicenda protrattasi oltre ogni limite di sopportazione. Proseguirò a monitorare con attenzione le evoluzioni di questa storia affinché le Asl, adesso, eroghino rapidamente le somme che sono state stanziate dalla Regione Puglia per ristorare coloro i quali, nel frattempo, sono diventati eroi dimenticati”, conclude Perrini.











