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Parco della Giustizia di Bari, D’Amato” Il progetto contrasta con il Piano Paesaggistico”

Sul Parco della Giustizia di Bari, prosegue l’azione di contrasto dell’europarlamentare pugliese di Verdi europei giustizia Rosa D’Amato. Da ultimo la contrarietà della D’Amato è contenuta in una lettera aperta indirizzata alla Regione Puglia in cui si chiariscono i motivi della sua posizione.

“L’intervento proposto contrasta con le norme di tutela previste dal Piano Paesaggistico Territoriale Regionale”.  E’ quanto ho scritto lo scorso 4 luglio in una lettera spedita agli Uffici e ai Settori competenti della Regione Puglia. Nelle ultime settimane ho ricevuto numerose segnalazioni da parte di cittadini preoccupati per l’impatto ambientale che questa realizzazione avrebbe sul territorio individuato.

L’associazione Fare Verde ETS di Bari, ad esempio, ha inoltrato istanza di accesso ai luoghi del Parco della Giustizia di Bari (presso compendio di proprietà statale ex Caserme Capozzi e Milano di Bari)  con lo scopo di constatare la presenza di volatili e rettili, al fine della tutela della salute e dell’ordine pubblico e di specie protette. L’istanza, a quanto mi risulta, non ha avuto seguito. Pertanto, come europarlamentare del gruppo Verdi Europei chiedo formalmente alla Regione Puglia “che sia effettuata l’individuazione dei tipi di habitat o se, qualora già avvenuto, di fornirne evidenza”. Non solo, nei pressi del sito è censita la Grotta delle Casermette. L’articolo 55 delle Norme Tecniche di Attuazione del  PPTR Puglia indica espressamente che, viste le misure di salvaguardia ed utilizzazione di questi contesti, si considerano non ammissibili tutti i piani, progetti e interventi in contrasto con gli obiettivi di qualità. In particolar modo interventi che ad esempio comportano, fatte dovute eccezioni previste dalla norma:

• modificazione dello stato dei luoghi che non siano finalizzate al mantenimento dell’assetto geomorfologico, paesaggistico e dell’equilibrio eco-sistemico;

• interventi di nuova edificazione

• demolizione e ricostruzione di edifici esistenti e di infrastrutture stabili
• sversamento dei reflui, realizzazione e ampliamento di impianti per la depurazione delle acque reflue, per lo smaltimento e il recupero dei rifiuti;

•  realizzazione e ampliamento di impianti per la produzione di energia
• trasformazione profonda dei suoli
• nuove attività estrattive e ampliamenti;

• realizzazione di gasdotti, elettrodotti

“Come ho scritto ai settori della Regione Puglia – sottolinea la D’Amato – competenti a vario titolo in materia di Territorio e Paesaggio, si può facilmente notare “che l’intervento proposto contrasta con le norme di tutela previste dal Piano Paesaggistico Territoriale Regionale”. Occorre fermare quel progetto, rivederlo e adeguarlo alle norme. Anche la Natura, il Paesaggio e l’Ambiente sono fondamenta… di Giustizia”.

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Redazione
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