Un emendamento del governo intende agevolare la chiusura della procedura di infrazione pendente sullo stabilimento Ilva di Taranto ed è stato approvato dalla commissione Politiche dell’Unione europea del Senato, in sede di conversione del decreto legge salva infrazioni.
L’emendamento, che porta la firma del ministro Raffaele Fitto, sancisce la chiusura della procedura di infrazione reintroducendo – di fatto – lo scudo penale molto contestato dalle opposizioni al Governo Meloni.
Secondo il Ministro per il made in Italy Adolfo Urso la vera svolta è rappresentata dal programma di decarbonizzazione dello stabilimento che avverrà a totale carico dell’azienda con apposito decreto della Presidenza del consiglio dei ministri. Allo stesso tempo, dal Governo si precisa che sarà assicurata la continuità produttiva.
Ma questa soluzione non piace affatto alle opposizioni. Secondo il parlamentare pugliese Ubaldo Pagano (Pd) si tratta di un blitz che “è mirato a tutto fuorché a garantire un bilanciamento tra attività produttiva, salute, ambiente e lavoro. Oltre al discutibilissimo modo di intervenire così incisivamente con un vero e proprio blitz, ciò che ci spaventa sono
proprio i contenuti ‘esaltati’ dal comunicato di Palazzo Chigi. Prima di tutto si fa passare un sequestro penale attuato per limitare la pericolosità degli impianti come un sequestro emesso a garanzia di un credito risarcitorio, infischiandosene dei motivi che portarono a quel provvedimento e che, peraltro, sono tutt’ora presenti. E poi si fa di tutto per silenziare ogni autorità capace di disinnescare pericoli provenienti dagli stabilimenti siderurgici di Taranto: lo scudo penale per legare le mani a procure e tribunali, nuove limitazioni per tappare la bocca al Sindaco Melucci e, ciliegino sulla torta, l’istituzione del comitato di cinque esperti che tagliano fuori enti pubblici come ASL e ARPA che con competenza e terzietà certificano i danni potenziali per salute e ambiente. Come se non bastasse, si premia il socio privato dandogli la possibilità di avere voce in capitolo sulla decarbonizzazione, malgrado in questi anni non abbia fatto altro che mettere i bastoni tra le ruote.”
“Questo intervento – commenta Pagano laconico – serve solo a togliere il processo di transizione dalle mani di chi nel Governo si era espresso a favore, per darlo, come al solito,
al ‘factotum’ Ministro Fitto, cui evidentemente non basta collezionare disastri su PNRR e politiche di coesione.”











