Italia, Albania, Macedonia del Nord e Bulgaria unite da interessi politici ed economici comuni e dall’affaccio sul Corridoio VIII dell’Unione Europea. Si è svolto ieri a Brindisi nel Castello Svevo il vertice internazionale che ha fissato impegni e obiettivi concreti per lo sviluppo del corridoio VIII. Il ministro degli esteri Antonio Tajani ha parlato di “un successo politico di quattro paesi amici (Italia, Albania, Macedonia del Nord, Bulgaria”. “Non è stata – afferma il vice presidente del consiglio dei ministri – una riunione formale”.
Un incontro che diventerà un tavolo semipermanente di confronto e sviluppo e che vedrà coinvolti i 4 paesi ai più alti livelli politici ed operativi.
L’incontro viene infatti presentato come “una pietra miliare che inizia qui a Brindisi, dove finiva una delle grandi strade romane”. “Da qui l’inizio di una nuova stagione che noi ministri degli esteri abbiamo deciso di voler inaugurare per il benessere dei cittadini”.
“Abbiamo deciso di riunirci a Brindisi – ha sottolineato Tajani – per approfondire e avviare una comune strategia politica ed economica e gli sviluppi positivi che potranno esserci nelle relazioni fra i nostri stati ma soprattutto nell’area dei Balcani, guardando verso l’Oriente in seguito alla decisione europea di dar vita al corridoio VIII. Quella che in particolare abbiamo affrontato è la prospettiva politica”.
“La Puglia ha lavorato con grande intensità insieme all’Unione Europea per riaprire il capitolo del Corridoio VIII che sembrava definitivamente chiuso. Ci siamo riusciti.
Questa iniziativa è importante perché dal punto di vista politico si stabiliscono quelle intese parallele al lavoro che dobbiamo compiere sulle infrastrutture e che prevede un dialogo strettissimo tra governo e regioni”. Queste le parole del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, che prosegue: “Il Corridoio VIII, in un momento difficilissimo nello scenario internazionale, è utile all’Unione Europea, all’Alleanza Atlantica, e rappresenta l’unica alternativa laddove alcuni porti e tratti di mare risultino impraticabili”











