La Bce ha deciso di alzare ancora i tassi d’interesse di un quarto di punto percentuale, portando il tasso sui rifinanziamenti principali al 4,25%, quello sui depositi al 3,75%, e quello sui prestiti marginali al 4,50%.
A comunicarlo nel pomeriggio di ieri è stato l’Istituto centrale Europeo secondo cui “l’inflazione continua a scendere ma ci aspettiamo che resti ancora troppo alta per troppo tempo”. Il Consiglio direttivo della Bce è determinato ad assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% nel medio termine. Christine Lagarde: “A settembre pausa o nuovo rialzo dei tassi, ma di certo non un taglio”.
Dalla Puglia arriva il commendo di Davide Bellomo, parlamentare della Lega, che esprime tutto il suo dissenso per la politica monetaria continentale.
“L’ennesimo rialzo dei tassi di interesse, il nono in un anno, è una nuova doccia fredda per cittadini e imprese. La decisione della Bce impatterà in particolare negativamente su coloro che hanno acceso un mutuo con la formula del tasso variabile e sugli imprenditori che entreranno in banca per chiedere un prestito. Senza trascurare gli effetti sul nostro sofferente debito pubblico e sui titoli di Stato. Far aumentare il costo del denaro mentre l’inflazione in Italia, soprattutto grazie all’azione del governo, è sotto controllo, significa strozzare le imprese e, a cascata, produrre effetti negativi su occupazione e sviluppo. Un vicolo cieco che porta velocemente il nostro Paese tra le braccia di un incombente rischio recessione. L’ennesima nota stonata di una politica monetaria europea che sembra privilegiare alcuni totem a danno dei cittadini comuni. La signora Lagarde ci fa sapere, bontà sua, che un nuovo aumento dei tassi a settembre non è scontato. E probabilmente pretende pure che si gioisca. L’orchestra della Bce suona, i popoli europei continuano a ballare, mentre un nuovo squarcio, il nono, sta facendo affondare la nave”.











