Oltre 169mila nuclei familiari italiani nei giorni scorsi hanno ricevuto un sms dall’Inps per la comunicazione della cessazione dell’assegno del Reddito di Cittadinanza. Per chi si troverà in determinate situazioni (over 60 o con minori a carico o con situazioni di disabilità nel nucleo familiare) l’assegno verrà comunque erogato fino al prossimo mese di gennaio, mentre per gli under 60 ci sarà la presa in carico da parte degli Uffici per il Lavoro per l’avviamento a percorsi di formazione e reinserimento nel mondo del lavoro.
Una decisione che era nell’aria da mesi ed è stata la conferma che il Reddito non sarebbe stata una misura sine die e dal sapore assistenzialistico, ma soltanto una misura emergenziale e temporanea per chi avesse perso un lavoro e fosse ancora in età lavorativa.
Ma la politica, naturalmente, si è spaccata sul tema. La maggioranza difende la scelta del Governo, mentre dalla opposizione arrivano strali ed accuse.
Oggi è intervenuto nel dibattito anche Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente Nazionale dell’Anci, l’associazione dei Comuni, che dovrebbero prendere in carico la maggior parte dei nuclei familiari attraverso i servizi sociali.
“Non condividiamo la modalità dell’sms inviato dall’Inps ai percettori di reddito di cittadinanza. Non si può dire ai cittadini di andare ai Comuni perché li prenderanno in carico, visto che non hanno i fondi a disposizione per farsi carico dei nuclei familiari”.
Così sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro, ha ribadito le sue perplessità sulla cancellazione del reddito di cittadinanza, a margine della commemorazione del 43esimo anniversario della strage di Bologna.
“L’sms – ha continuato – è stato inviato a una platea più ampia, ossia anche a chi non deve fare il percorso multidisciplinare con il Comune. Fino a dicembre, attraverso questi percorsi e l’invio alla formazione delle agenzie del lavoro, è probabile che riusciremo a resistere. Il problema si porrà dall’1 gennaio 2024, quando scadrà la proroga e ci saranno molte più restrizioni”. “Il reddito di cittadinanza – ha concluso il sindaco – è stata comunque una forma di contrasto alla povertà, forse andava cambiato per via delle truffe e abusi che ci sono stati, questo non significa che andava cancellato un ammortizzatore sociale che ha aiutato economicamente i nuclei familiari più fragili”.











