Argomenti dell'articolo
Si è tenuto ieri a Bari l’evento più atteso nel mondo dell’agroalimentare. Una giornata di approfondimenti e di confronto insieme ai vertici del settore industriale e della grande distribuzione del territorio pugliese. Si tratta della quinta tappa del progetto itinerante del Gruppo Food dedicato alle eccellenze agroalimentari regionali e ai protagonisti dell’industria e della distribuzione sul territorio.
Dopo gli appuntamenti di Torino, Pavia, Napoli e Bologna, tocca alla Puglia ospitare quest’appuntamento esclusivo per fare il punto sulle filiere locali, sottolineare le potenzialità dei prodotti di eccellenza, confrontarsi su come affrontare uno scenario di mercato dove appare fondamentale rispondere celermente e in maniera efficace ai cambiamenti dettati dall’attuale situazione mondiale.
Numerosi i temi e i panel trattati: inflazione, strategia del consumatore, green e digitale, nuove filiere, etica del business e prossimità del business.
Hanno partecipato all’evento e dibattuto sui temi di attualità del settore alimentare: Marco Pellicci Sales Director SMG & Global Snapshot, Vito Gallo, Responsabile progetto Agrifood Hub Politecnico di Bari, Vincenzo Divella Ad Divella, Pasquale Casillo, Presidente e Ad Molino Casillo, Lucia Forte Ad Oropan, Francesco Paolo Acito Vice Direttore Generale Banca Popolare di Puglia e Basilicata, Michele Andriani Ad Andriani, Giovanni D’Ambruoso Ceo Delizia, Grazia De Gennaro Responsabile comunicazione e pari opportunità Maiora, Gianmarco Laviola Managing Director Princes Industrie Alimentari e infine Gregoire Kaufman Direttore Genereale Crai e Annalucia Macripò Direttore merci Supercentro. L’evento è stato magistralmente moderato dal Vicedirettore del Gruppo Food Francesca Zecca.
ANALISI NIQ
Dall’analisi condotta da parte di NIQ e presentata da Marco Pellicci emergono numerosi dati. Primo tra tutti la sensazione da parte dei consumatori di essere in un periodo di recessione, dato condiviso a livello europeo e americano. Le preoccupazioni più stringenti? Nei primi mesi del 2023 continuano i timori relativi all’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, il caro bollette che ha flagellato negli ultimi anni numerose famiglie, il timore di una recessione economica, i conflitti globali e il cambiamento climatico in corso.
Come risponde il consumatore? Attraverso una spesa calcolata e attenta ed una pianificazione oculata e precisa. Riducendo gli sprechi e le uscite fuori casa. Aumenta la frequenza d’acquisto ma si riducono i prodotti nel carrello. A livello pugliese tuttavia il consumatore sostiene i prodotti locali. Ai primi tre posti: olio, pomodoro e mozzarella.
Lato grande distribuzione invece possono certamente emergere delle opportunità per offrire un servizio su misura a livello di microterritorio. Se infatti si riduce il consumo di alcuni alimenti da parte dei consumatori impattati dalla crisi, è anche vero che il consumo di altri prodotti, ad esempio quelli relativi all’alimentazione sportiva, godono di un trend più che positivo per il consumatore anaelastico, non impattato cioè dalla crisi inflattiva in corso.
In un contesto così difficile appare quanto mai scontato puntare sull’innovazione senza confini e con radici profonde, come ricordato da Vito Gallo responsabile del Progetto Agrifood Hub del Politecnico di Bari: partendo dal mondo cerealicolo con quattro accademie (agricoltura sostenibile e di precisione, tecnica molitoria, panificazione e pastificazione, tracciabilità e valorizzazione dell’origine dei cereali) per poi dare a questo progetto un respiro più ampio che possa toccare anche altri settori dell’Agrifood.
LE FILIERE DEL DOMANI
Come rispondono i big della nostra filiera? Sia Casillo che Divella sostengono due punti fondamentali: da una parte proseguire la strategia di vendita con forte propensione verso l’estero dove il prodotto pugliese è molto apprezzato. Dall’altra appare necessario stimolare la creazione, a regia regionale, di una forma di aggregazione tra le piccole imprese in modo da poter incrementare l’esportazione verso paesi con trend di crescita e richiesta di prodotti, come la pasta, in forte aumento rispetto alla richiesta derivante dal nostro paese, in flessione negli ultimi anni. Aumentando le sinergie a livello territoriale si potranno ottenere risultati più importanti per tutti.
“Cultura alimentare e tradizione resiliente al primo posto” per Lucia Forte Ad del gruppo Oropan che ha approfittato per annunciare la produzione e commercializzazione di un nuovo prodotto che vedremo a breve sulle nostre tavole: si tratta del primo pane al mondo ottenuto da filiera sostenibile e certificata ISCC Plus con grano duro 100% pugliese, Un prodotto quindi in linea con le richieste sempre più specifiche del mercato, capace di soddisfare il consumatore finale che cerca il buono, il salutistico e oggi, ancor di più, il sostenibile.
Il ruolo delle banche nel settore alimentare? Oltre a prendersi cura della valutazione dei rischi del credito soprattutto delle piccole imprese emergono alcuni temi delicati ripresi da Acito, Vice Direttore Generale Banca Popolare di Puglia e Basilicata: il rispetto dei valori etici che soprattutto i grandi player della filiera devono portare avanti in virtù del loro ruolo di trend setter del mercato. E ancora, un approvvigionamento responsabile, certificazioni quali e quantitative del prodotto, la necessità di integrare tutti gli stakeholder della filiera, il ruolo centrale della tecnologia nella qualificazione e certificazione della bontà e sostenibilità del proprio prodotto.
CRESCITA ETICA E SOTENIBILE
Numerosi ancora i temi e i miti da sfatare: ad esempio quello dello sfruttamento nei campi di pomodori, il termine solitamente utilizzato è proprio quello del “caporalato”. Per superare questo tabù, alcune aziende pugliesi come sostenuto da Gianmarco Laviola Managing Director della Princes Industrie Alimentari di Foggia puntano sulla sostenibilità. Essere sostenibili significa affidarsi a esperti del settore, come la Coldiretti ad esempio, in modo tale da creare contratti di filiera che possano mantenere equilibrio a livello economico in termini di marginalità, di impegno e di qualità da entrambe le parti della filiera.
“Filiera e rispetto nei confronti degli agricoltori” sostiene il Ceo di Deliziosa Giovanni D’Ambruoso, tra le poche aziende pugliesi che continuano a fare a mano le famose burrate, ormai conosciute e apprezzate in tutto il mondo.
Secondo l’analisi dell’Ad di Andriani, Michele Andriani, l’Agribusiness vale il 31.8 % del Pil nazionale nel nostro paese ma a sua volta è anche causa del 30% delle emissioni che comportano il cambiamento climatico. Sostenibilità diventa perciò parola d’ordine per misurare l’impatto di queste emissioni rispondendo con innovazione e tecnologia.
Il ruolo delle donne nel settore del food? Un ruolo centrale e ambizioso, trainato dall’esempio del Gruppo Maiora primo nel centro sud e in Italia ad aver ottenuto la certificazione dell’Equal salary, importante attestato che certifica l’assenza di gap retributivo tra i collaboratori, donne e uomini, che a parità di qualifica, svolgono uguali mansioni. Si abbatte così quel muro tra uomo e donna che dura da troppo tempo nel mondo lavorativo. Un mondo che dovrà certamente concentrarsi nei prossimi anni su equità, meritocrazia, parità di genere provando a stimolare l’incontro tra imprese e università come sostenuto da Grazia De Gennaro Responsabile comunicazione e pari opportunità Maiora.
In ultimo, ma non per importanza, confermata, secondo Gregoire Kaufman Direttore Generale Crai e Annalucia Macripò Direttore Merci Supercentro l’importanza della territorialità e della prossimità dei punti vendita di modo da avere un rapporto diretto con il consumatore.
CREARE VALORE
Come affrontare dunque le sfide del futuro? Per l’assessore allo sviluppo economico della regione Puglia Alessandro Delli Noci “in Puglia ci sono molte aziende agricole e poche aziende agritech”. Il tema della filiera va dunque rafforzato per costruire strategie forti legate all’export e al made in Puglia. Puntare meno su individualismi e più su un lavoro di collettività. Provando in qualche modo a seguire l’esempio della famiglia Forte e di Oropan che ha fatto diventare il suo prodotto, il pane, da prodotto identitario e di utilizzo quotidiano a prodotto con respiro internazionale.
















