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“Nel gioco del Jazz” apre i battenti al Teatro Forma di Bari

Con l’arrivo dell’autunno riaprono i teatri e ripartono le stagioni marcate  2023/2024 L’Associazione “Nel gioco del jazz” è stata una delle prime a dare il via alla propria programmazione che questa volta ha un titolo impegnativo: “Starting Again”. C’è voglia di ricominciare, di ripartire, e ampliare l’offerta musicale allargando gli orizzonti musicali. Il “cartellone” è stato presentato nei giorni scorsi dal direttore artistico Pietro Laera in un’atmosfera di festa e ottimismo al Teatro Forma di Bari, alla presenza di vecchi abbonati, amici della stampa e semplici simpatizzanti. Nell’occasione si è esibito Guido Di Leone, forse (ma anche senza forse) il migliore chitarrista della scena barese, con un gruppo allestito ad hoc in una serie di classici dello swing: la giusta carica per creare entusiasmo. A seguire è stato proiettato “Il monello”, classico del cinema muto con Charlie Chaplin.

Venerdì sera, sempre al “Forma”, la “stagione” ha avuto inizio con un concerto di musica classica organizzato da Pierluigi Camicia, con il progetto “Ageless Music”. In particolare ‘ageless’ si riferisce ai musicisti, passando con disinvoltura dal maestro Camicia (70 anni) alla giovanissima Maria Serena Salvemini, talentuosa violinista diciottenne, nel quartetto d’archi con la madre, Daniela Carabellese (viola), con  Cecilia Zonno (violino) e con il maestro Vito Paternoster (violoncello). Ma, come vedremo, senza età e senza tempo sono anche i brani che sono stati eseguiti.

Il concerto si è aperto con il quartetto d’archi che ha suonato l’Op. 421 in re minore di Mozart in quattro movimenti. Si tratta del secondo di sei Op. che il musicista di Salisburgo dedicò a Haydn, nel 1783. Certamente un pubblico abituato alle sonorità jazz può nutrire non poche perplessità, ma alla distanza ha apprezzato: l’apertura dalla vena tragica e patetica, la concisione del ‘minuetto’, le impennate dei violini assecondate da viola e violoncello, alternando momenti drammatici e fasi più meditative.

Nella seconda parte si è aggiunto sul palco Pierluigi Camicia, famoso pianista pugliese (di Castellana Grotte), con all’attivo più di mille concerti in tutto il mondo, docente al Conservatorio “N. Piccinni” ed eccellenza della nostra Regione. Se con l’Op. 421 si era esplorato l’ambiente preromantico, con l’Op. 44 in mi bemolle maggiore per pianoforte e archi di Schumann (1842) si è arrivati alla musica da camera romantica. Nell’interazione fra pianoforte e archi (nel jazz si direbbe interplay) il primo regge la tessitura, sostenendo una polifonia nobile e mantenendo alta l’espressività di una composizione complessa. Il pianismo del maestro Camicia lega i vari movimenti, gestendo slanci improvvisi e melodie, marcia funebre e “scherzo”, e conferendo eleganza e scorrevolezza alla linea musicale.

Il pubblico ha apprezzato e preteso il bis.

Per i prossimi appuntamenti il programma prevede il 13 ottobre “Euphonia”, con Eugenio Finardi, Mirko Signorile e Raffaele Casarano in un progetto che tanto successo ha riscosso finora in tutta Italia (e non solo); il 18 ci saranno le “Musiche vagabonde” di Sabrina Gasparini per una fusion della musica d’autore con musiche da Balcani, Italia, Francia e Sudamerica; a novembre i Guerzoncellos, un duo padre/figlio di violoncelli e il nostro Antonio Laviero al pianoforte; seguirà un altro duo di hip hop jazz tutto al femminile, Duo Freekind, proveniente dall’Austria; a dicembre si chiuderà il 2023 con una big band della scuola “Il Pentagramma” diretta da Vito Andrea Morra. Si continua nel 2024 con altre otto date: spiccano Greta Panettieri, Steve Coleman, Marco Bardoscia con Gabriele Mirabassi e un omaggio a Petrucciani. Ci sarà anche un tuffo nella musica tzigana.

Ce n’è per tutti, ce n’è quanto basta.

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