Tutto quello che non era possibile fare durante la scorsa legislatura per ovvi motivi, lo si deve necessariamente realizzare in questi mesi. Tutte le risposte ai grandi problemi ed alle mille riforme promesse e mai realizzate devono trovare ora la soluzione (ma non quella proposta dal Governo). Mentre fino allo scorso anno si “nicchiava” e si gestiva l’emergenza, ora ogni giorno si richiama il Governo alla responsabilità ed all’incapacità.
In fondo è il gioco delle parti. Ed i protagonisti della politica lo sanno fin troppo bene. Chi vince governa e risponde. Chi sta all’opposizione dice che non va bene nulla e propone la sua ricetta magica che però si è “dimenticato” di attuare quando al governo c’era lui insieme ai suoi compagni di viaggio.
Ma tant’è. Nel gioco di ruolo che è diventata la politica dei nostri giorni ogni ruolo deve essere ben giocato e strutturato. Ed ecco che chi urlava ora fa il moderato. Il supermoderno di qualche mese fa ora sembra più nostalgico dei nostalgici, chi era per la concertazione come unica via possibile ora non vuole nemmeno far parlare questo Ministro o quel Sottosegretario.
Sullo sfondo la Costituzione che, a fasi alterne, si vuole riformulare rinnovandola o si vuole difendere.
Sabato prossimo a Roma la Cgil, insieme a molte realtà ed associazioni, sfilerà formalmente in difesa della Costituzione come “via Maestra”. In pratica si sfilerà per le strade della capitale per il lavoro, contro la precarietà, per il contrasto alla povertà, contro tutte le guerre e per la pace, per l’aumento dei salari e delle pensioni, per la sanità e la scuola pubblica, per la tutela dell’ambiente, per la difesa e l’attuazione della Costituzione contro l’autonomia differenziata e lo stravolgimento della nostra Repubblica parlamentare.
In pratica contro tutto quello che vuole realizzare il Governo di Giorgia Meloni, a prescindere e senza alternative. Dimenticandosi però che il Governo in carica lo è in quanto eletto dalla maggioranza degli italiani votanti e che, quindi, tocca a loro condurre il gioco almeno fino a quando reggerà in Parlamento.
Sono previsti due cortei che partiranno alle ore 13.45 da Piazza della Repubblica e da Piazzale dei Partigiani per arrivare a Piazza San Giovanni, dove a partire dalle ore 15.15 inizieranno gli interventi dal palco.
E tutto il resto sarà parte del gioco delle parti di questo gran teatrino che si chiama politica (con la p minuscola).











