Domani mattina il leader di Azione Carlo Calenda sarà a Taranto dove, insieme ai consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, parteciperà ad un incontro con la stampa per parlare dell’ex Ilva.
Già quattro anni fa l’ex Ministro dello Sviluppo Economico ed autore del primo piano Salva-Ilva così si esprimeva sulla vicenda: “vorrei solo dire a chi ha votato contro lo scudo penale Ilva – ovvero Pd, M5ds, Italia Viva: siete degli irresponsabili. Avete distrutto il lavoro di anni e mandato via dal Sud un investitore da 4,2 miliardi, per i vostri giochini politici da quattro soldi”.
Per Calenda era inconcepibile la retromarcia sullo scudo penale per l’ex Ilva. Un fatto “grave”, avvenuto “senza che Renzi ed il Pd spendessero una parola, E’ una cosa vergognosa: in questo modo si sacrifica la più grande acciaieria del paese sull’altare degli estremismi dei senatori dei 5 Stelle”.
Fu Calenda il protagonista dell’accordo con l’all’epoca investitore Arcelor Mittal, che portò sul piatto della bilancia oltre 4 miliardi di euro tra acquisto della società e investimenti produttivi ed ambientali.
Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata, e si è passata ad una gestione-mista pubblico privato con l’ingresso di Acciaierie d’Italia nella gestione dell’impianto siderurgico, ma da allora i problemi non sono cambiati: resta sul piatto il problema dell’ambiente e della bonifica del sito tarantino, quello della produzione e produttività dell’acciaieria, quello di migliaia di dipendenti in bilico continuo tra cassa integrazione e prospettive di riqualificazione professionale, quello di un indotto continuamente in crisi per i continui mancati pagamenti del committente.











