HomePoliticaCommissariamento per l'Ilva. Le aziende dell'indotto scrivono alla Meloni

Commissariamento per l’Ilva. Le aziende dell’indotto scrivono alla Meloni

Ci sarà presto un nuovo commissario di Governo per l’Ex Ilva di Taranto? Sembra prendere sempre più piede, nei palazzi di Roma, questa ipotesi per poter riuscire a trovare una soluzione e superare l’impasse finanziario e produttivo del settore dell’acciaio italiano. Almeno volendo dare credito alle voci non ufficiali. Mentre Acciaierie d’Italia smentisce in una sua nota ogni iniziativa il corso per l’attivazione della procedura di Amministrazione Controllata “in quando destituita di ogni fondamento”.

Ma le preoccupazioni dell’Aigi, l’associazione delle imprese indotto ex Ilva sono tutte in una nota inviata pubblicamente al Governo.

“Apprendiamo da un autorevole organo di stampa nazionale che il Governo starebbe per avviare la procedura di amministrazione straordinaria per l’ex Ilva di Taranto a distanza di 8 anni dall’analogo provvedimento che è già costato all’indotto di Taranto ben 150 milioni di euro – si legge –  Da mesi chiediamo, inascoltati, tutele per le piccole e medie imprese che costituiscono l’indotto siderurgico, aziende che con i loro sacrifici e il loro lavoro hanno mantenuto in esercizio in questi anni lo stabilimento nonostante quanto già subìto nel 2015.

Le imprese iscritte ad Aigi, alcune già alla terza generazione, rappresentano il 90 per cento delle imprese dell’appalto e sono cresciute assieme allo stabilimento sostenendone nei decenni lo sviluppo grazie alle loro prestazioni altamente professionali e specializzate. Nonostante ciò ci ritroviamo oggi di fronte alla concreta possibilità che si materializzi il secondo ‘bidone di Stato’.

Non crediamo, e ce lo auguriamo fortemente, che Lei Signor Presidente del Consiglio, voglia agire sulla scia di quanto hanno già fatto i suoi predecessori, così come ci auguriamo che il Governo sia nelle condizioni di offrire rassicurazioni circa l’immediato futuro dell’industria siderurgica di Taranto che è stata dichiarata strategica non solo per Taranto e la Puglia ma per l’intera Nazione. Ci auguriamo che Lei voglia smentire le presunte illazioni sul commissariamento dell’ex Ilva di Taranto o Newco, commissariamento che spalancherebbe le porte al default della fabbrica, al tracollo dell’indotto e dell’intero sistema economico di Taranto”.

Nel mese di Agosto abbiamo dichiarato lo stato di agitazione e siamo stati ricevuti dall’allora Prefetto di Taranto Demetrio Martino il quale ha garantito la Sua autorevole mediazione affinché una nostra delegazione fosse ricevuta dal Governo. Per spirito di responsabilità abbiamo deciso di sospendere le iniziative di protesta che i nostri associati chiedevano vibratamente di attuare al fine di ottenere delle risposte, delle certezze, delle garanzie perché il timore di un nuovo provvedimento di amministrazione straordinaria era già fortemente avvertito.

Responsabilità verso le nostre imprese e i nostri lavoratori che ora ci porta, invece, a rilanciare con forza lo stato di agitazione e a preannunciare massicce manifestazioni di protesta già a partire da lunedì prossimo 9 ottobre. Certi che comprenderete le nostre ragioni saremo ben lieti se Lei, Signor Presidente del Consiglio, riterrà opportuno ricevere una nostra delegazione anche al fine di esporLe le nostre proposte di crescita, sviluppo ed innovazione, dove richiediamo una attenzione particolare da parte del Governo”.

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Redazione
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