Un progetto del Governo voluto dal Ministro Anna Maria Bernini vede la disponibilità di 10mila borse di studio per permettere la mobilità interna tra gli atenei in una sorta di “Erasmus nazionale” per i prossimi due anni.
Il finanziamento è di 3 milioni di euro per il 2024 e 7 milioni per il 2025, ed è destinato a fornire borse di studio esentasse del valore di circa 1000 euro a ciascuno studente.
Questi fondi, come delineato nella relazione tecnica alla manovra, permetteranno a 3.000 studenti nel prossimo anno e a 7.000 in quello successivo di beneficiare di un sostegno economico per la loro mobilità tra le istituzioni accademiche italiane.
La titolare del Ministero dell’Università e della Ricerca (Mur), Anna Maria Bernini, ha sottolineato come questa iniziativa consentirà una maggiore personalizzazione dei percorsi formativi. Grazie al nuovo regolamento delle classi di laurea, gli studenti potranno costruire un percorso sempre più su misura, con il riconoscimento dei crediti formativi ottenuti in altri atenei italiani.
Per garantire la piena operatività del programma, gli atenei dovranno adeguare i propri regolamenti didattici entro il 30 novembre 2023.
Sull’argomento è intervenuto, con una nota, il commissario di Forza Italia in Puglia, Mauro D’Attis: “È finalmente realtà l’Erasmus in Italia, che consentirà ai nostri ragazzi di frequentare un corso particolare che non c’è nella loro Regione o seguire le lezioni di un docente lontano chilometri dalla propria facoltà ma sempre nel nostro Paese. Il progetto, voluto dal Ministro Anna Maria Bernini di Forza Italia, spalanca le porte alla mobilità interna e sarà un’occasione di crescita straordinaria per gli studenti. Nella manovra di bilancio sono stati stanziati 3 milioni di euro per il 2024 e 7 milioni per il 2025, ma se il progetto prenderà il volo siamo certi di poter accrescere le risorse. È uno sguardo rivolto al futuro, per dare nuove opportunità ai giovani nel corso dei loro studi. Ringraziamo il Ministro per la felice intuizione: si tratta di un’iniziativa da divulgare e far conoscere il più possibile nelle università. Concorrerà di sicuro a qualificare ulteriormente la nostra offerta formativa”.











