Sarà realizzato a Grottaglie, in provincia di Taranto il primo centro italiano di “dismantling“, smontaggio, smantellamento e riciclaggio degli aerei giunti ormai a fine vita.
“Questa mattina – ha commentato il consigliere regionale Antonio Scalera – il progetto è stato presentato a Ecomondo a Rimini, dove ho avuto l’onore di partecipare e dare il mio contributo. A realizzarlo sarà l’associazione temporanea di imprese (Ati) guidata dalle aziende pugliesi Ecologica spa e Cisa spa, operanti nel settore delle grandi bonifiche e nella valorizzazione del ciclo integrato dei rifiuti”.
L’Ati è risultata aggiudicataria di una procedura per la subconcessione ventennale da parte di Aeroporti di Puglia per un investimento privato pari a circa 16 milioni di euro che interesserà una superficie complessiva di oltre 18mila metri quadrati, nello scalo aeroportuale jonico “Arlotta”, dove sarà costruito un hangar, lungo 80 metri e largo 82, in cui saranno smontati e “rigenerati” i singoli aerei, nonché la realizzazione di una palazzina magazzino-uffici. L’attività produttiva sarà proiettata secondo quanto dichiarato nel progetto verso la massima sostenibilità, aspetto che ha visto riconosciuta la valenza progettuale rispetto ad altre proposte.
Secondo i dati forniti a Rimini, l’obiettivo del progetto pugliese si colloca in un contesto internazionale che prevede un piano di dismissione di oltre 1.000-1.500 aerei civili l’anno nei prossimi 15 anni con un avvicendamento che vedrà il parco aeromobili in gran parte rinnovato (senza escludere l’eventuale opzione per i velivoli militari).
L’obiettivo è quello di recuperare e riutilizzare una quota non inferiore all’85/90 per cento degli aeromobili, tra commercializzazione dei pezzi di ricambio e riciclo dei materiali.
“Sarà – conclude Scalera – un progetto ambizioso ispirato ai criteri di maggiore rispetto ambientale, ed è questo quello che conta”.











