Diciannove arresti nell’hinterland barese, dove l’organizzazione criminale di origine bitontina si era spostata soprattutto per cercare di proseguire la propria attività di spaccio di sostanze stupefacenti dopo l’omicidio, commesso per errore, dell’anziana Anna Rosa Tarantino avvenuto a Bitonto nel dicembre del 2017.
Dopo le attenzioni e le indagini delle Forze dell’Ordine per l’omicidio della anziana, per cercare di continuare a nascondersi ed al tempo stesso proseguire nella loro attività criminale gli affiliati all’organizzazione si sono spostati in altri Comuni della Provincia di Bari.
Questa mattina sono finiti in carcere in 19 sulla base di un’ordinanza disposta dal gip del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.
Gli arrestati – secondo le ipotesi accusatorie – risulterebbero tutti affiliati al clan Cipriano di Bitonto. In totale sono 32 gli indagati nell’ambito dell’inchiesta dei carabinieri denominata ‘Bypass’. Le attività investigative hanno permesso di ricostruire l’esistenza di una “radicata associazione per delinquere dedita al narcotraffico”, ritengono gli inquirenti, per un’associazione “composta da numerosi adepti e strutturata su base piramidale” e costituita “da promotori, con funzione di controllo e direzione sulle varie articolazioni territoriali soggette al loro dominio, nonché da partecipi quali pusher”. Attività illecite di spaccio che sarebbero state condotte da parte degli indagati tra i comuni di Palo del Colle, Bitetto e Noicattaro.
Nel corso del blitz di questa mattina sono state arrestate in flagranza di reato 21 persone in materia di stupefacenti e sono stati sequestrati 18 chili di droga. Gli indagati, intercettati, utilizzavano un linguaggio criptico per riferirsi alla droga o alle attività da compiere (‘provolone’, ‘piccolo o grande’, ‘valigia’, ‘meri, birre o felpe’, con “Barbara o con Angela”, quest’ultimo un riferimento all’eroina o alla cocaina).











