E’ il giorno della nuova assemblea dei soci di Acciaierie d’Italia, la società che vede al suo interno ArcelorMittal ed Invitalia. In ballo il futuro industriale e societario del siderurgico italiano e dell’ex Ilva di Taranto.
Dopo il rinvio della scorsa settimana, quando una fumata grigia è apparsa sul futuro dell’azienda siderurgica, oggi si tratta di capire se il partner privato sarà disponibile o meno a finanziare gli interventi necessari e ad immettere la liquidità indispensabile per affrontare le spese correnti e programmare il futuro, anche immediato, dell’azienda.
Intanto sale sempre di più l’allarme dei sindacati sul futuro della più grande acciaieria europea: il timore che serpeggia tra i metalmeccanici e che presto tutto possa essere chiuso ed abbandonato. Con buona pace degli impegni di sanificazione ambientale, riqualificazione e decarbonizzazione del sito di Taranto.
Intanto nei giorni scorsi Acciaierie d’Italia ha annunciato una fermata temporanea dell’altoforno 2 del siderurgico di Taranto, dal 4 dicembre per una settimana. Ufficialmente per manutenzione. I sindacati invece temono possa trattarsi di un ulteriore indebolimento per il siderurgico. I confederali anno subito indetto lo stato di agitazione e due giorni di sciopero da parte del personale dell’area altiforni.
Lo stato di agitazione prende il via oggi, con un presidio dell’Usb davanti alla PRefettura di Taranto per sottolineare la posizione del sindacato in merito alla ex Ilva.











