Gentilezza e buone azioni (non solo a Natale): Luca Lobuono racconta il cuore delle persone attraverso esperimenti sociali e video emozionali

Il Natale è alle porte. E come tanti celebri slogan hanno saputo professare nel tempo, si è sempre più buoni durante il periodo natalizio. Aprire il cuore alle buone azioni, invero, dovrebbe essere una pratica ordinaria e vivere la vita adottando un modello salubre e propositivo alla base dell’esistenza umana. È quello che, con fermezza e convinzione, fa e diffonde il giovane barese Luca Lobuono, indipendentemente dalle festività natalizie.

Dalla gentilezza all’altruismo, passando per la solidarietà e il supporto morale. Abnegazione, riconoscenza e uguaglianza. Sono questi alcuni elementi che dovrebbero supportare il nostro operato quotidiano e condire il nostro modus vivendi. E, invece, spesso non avviene. Neanche nel periodo più magico dell’anno.

Il progetto @lobuonoinside mostra l’umanità delle persone

Influencer e video-content creator sul web, gentlemen per le strade di città. Lui è Luca Lobuono, 32 anni, di Bari: nel gennaio 2023 ha lanciato il progetto “lobuonoinside” con il fine di divulgare in rete contenuti audiovisivi per promuovere gentilezza, umanità e tante altre sfumature insite nell’animo dei baresi.

Luca ha raccolto le reazioni delle persone in specifiche situazioni appositamente riprodotte. Condizioni particolari come nel caso della perdita accidentale di una banconota, di un litigio estremamente accesso e animato tra una coppia di fidanzati, la richiesta insolita e discutibile di una sigaretta avanzata da una bambina o la disperata preghiera d’asilo della stessa minore rivolta a un protettore improvvisato perché inseguita da un uomo sconosciuto.

Come avrà reagito la gente in tali fattispecie od ancora dinanzi un individuo affetto da escalaphobia? Alla richiesta d’aiuto di una persona con difficoltà nella deambulazione, una parzialmente immobilitata nelle articolazioni superiori a causa di una gessatura o di un non-vedente? Attraverso dei test sociali Luca ha potuto registrare la natura gentile e altruista dell’essere umano.

Il content creator ha sperimentato anche la bontà d’animo degli emarginati dalla società. Ad alcuni accattoni, infatti, ha chiesto di sorvegliare delle borse dal contenuto importante misurando il loro grado di rettitudine, ad altri ha addirittura domandato degli spiccioli testando un mare di generosità…e scoprendo cuori immensamente ricchi di bene. Ad altri ancora ha domandato cosa avrebbe potuto fare, di semplice, per migliorare la giornata o ha offerto uno spuntino speciale e, in cambio, ricevuto degli occhi profondamenti riconoscenti. Ulteriori esperimenti per cogliere la sensibilità dei cittadini di fronte all’abbandono di un cane o alla sufficienza verso il decoro dell’ambiente per cui gettare una carta in terra, e di proposito, è un atto legittimo. Porgere delle rose ad una donna con la scusa di allacciarsi le scarpe per poi andar via lasciandole tra le mani i fiori, offrirsi come abbracciatore per chi si sente solo o realizzare uno spazio interattivo di condivisione aperto a qualsiasi passante che nella vita abbia sofferto di ansia o depressione.

L’intervista: la storia di Luca Lobuono

Abbiamo avuto il piacere di conoscere Luca e raccogliere le sue dichiarazioni.

Un cognome, una garanzia (ride ndr). Brevemente, per chi non ti conoscesse, chi è Luca Lobuono?
«Sono nato a Bari. Dopo il liceo, per dieci anni ho fatto diverse esperienze all’estero: ho studiato economia a Londra, poi mi sono laureato in filosofia a Milano. Tornato a Bari, ho incominciato a costruire la mia vita perché qui ho un’attività di famiglia che commercializza prodotti editoriali. Però mi sono reso conto che mancava qualcosa e mi sono interrogato. Non riuscivo ad essere totalmente felice perché avevo la sensazione che c’era qualcosa che non stavo facendo. In quel periodo mi ero appassionato alla pagina di un ragazzo che realizzava video emozionanti fino a quando ho proposto alla mia ex fidanzata, Alessia, di fare la stessa cosa.»

Come e quando è nato il progetto “lobuonoinside”? Perché l’idea di creare video a sfondo sociale e di supporto verso l’altro?
«Il primo gennaio (2023) ho aperto i canali su Tik Tok, Instagram e YouTube; esattamente tre giorni dopo io e Alessia pubblicammo il primo video, un prodotto amatoriale perché non sono un attore né Alessia una videomaker. Ci siamo improvvisati mossi da un’idea che avevo da tempo perché sentivo una profonda necessità espressiva che adesso sta diventando un format vero e proprio con la gentilezza alla base del progetto. Quel video fece quattro milioni di visualizzazioni. Fu incredibilmente inaspettato. Un profilo pulito, nessuno che ci seguiva. Il destino? Probabilmente dovevo arrivare a fare proprio questo. Di sicuro, mi piaceva l’idea di creare contenuti che potessero realmente lasciare qualcosa alle persone. Ho pensato che questo potesse anche arricchire la mia vita, in positivo, colorarla in modo migliore.»

Ghandi diceva “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. Maria Teresa di Calcutta invece affermava che “quello che noi facciamo è una sola goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno”. Per nostra fortuna, abbiamo tanti buoni esempi. In tale ottica, qual è il tuo mantra?
«La gentilezza è contagiosa. Dovremmo fermarci, rallentare un attimo, e alzare la testa per vedere quello che ci accade intorno, prestare attenzione! La gentilezza la vedo nell’ascolto perché quando ascolti qualcuno gli dedichi del tempo, che non è infinito e per questo dà valore alla vita. Quando dedichiamo del tempo lo facciamo in modo gentile, cioè nel momento in cui decido di ascoltarti, ti sto dicendo che a me di te interessa. Nella vita quello che (tra)tieni, muore con te: resta solo ciò che dai. Con il cuore».

Ad oggi, sei seguitissimo e tanto cliccato sui social. Ti aspettavi questo successo? Ma soprattutto ti senti investito dal dovere di trasmettere un modello propositivo?
«Inizialmente no, non ce lo aspettavamo. Non abbiamo pensato all’obiettivo come traguardo. Non deve essere la meta ma il viaggio ed infatti non l’abbiamo fatto per il fine. La vittoria deve essere il fare, non il milione di visualizzazioni. Per il resto, credo che fare il content creator sia una grande responsabilità. Io la sento, forte. Quando cogli che quello che stai facendo ha un valore ed in esso le persone si rivedono, loro ti apprezzano e ti ringraziano. Questa è la maggiore soddisfazione. Hai il potere di cambiare la vita di qualcuno e, dunque, una responsabilità. Anche se arrivi solo ad una persona e la rendi più felice e serena, per te è una vittoria. È questa la responsabilità che un creator deve tenere a mente: il fatto che si possa fare veramente del bene. Mostrare positività, umanità, altruismo, generosità fa bene al cuore».

Dai tuoi esperimenti sociali cosa hai potuto constare di particolarmente importante rispetto alle reazioni della gente, in chiave positiva ma anche in chiave negativa? Di cosa abbiamo realmente bisogno?
«In centro, a Bari. Per un esperimento, su un lato del cartellone avevo scritto “Soffro di ansia e depressione. Vorrei parlare con qualcuno”: in un’ora e mezzo si fermò una sola persona. Poi girai il cartello e dietro c’era un’altra scritta: “Soldi gratis” e attaccate c’erano banconote da 5 euro. In neanche trenta secondi avevamo attorno una marea di gente. Lì volevo dimostrare che non è il tempo che non abbiamo da dedicare ma che siamo mossi da desideri sbagliati. Dovremmo cambiare, diceva Franco Battiato, l’oggetto dei nostri desideri. Poi, recuperare un po’ di umanità e sentirci parte di qualcosa perché la società ci sta isolando: siamo sempre più soli e presi dal lavoro e dalla frenesia delle giornate, le persone sono più indaffarate e sottoposte a pressioni ed aspettative. Non rimane tempo da dedicare a chi amiamo per poi, un giorno, rimpiangere ciò che non abbiamo dato.»

Tra i diversi esperimenti sociali, qual è quello che senti più tuo, cioè più ti rappresenta più degli altri? E quale credi sia più utile e propedeutico al miglioramento del mondo?
«Per entrambe le domande rispondo con l’esperimento della scala mobile. Non per la viralità del video ma perché in esso c’è il grande insegnamento che un padre può dare al figlio. Nell’esperimento faccio finta di non saper scendere le scale: mi passa davanti una famiglia e il papà si rende conto della mia paura. Mi offre aiuto e il bambino vede il suo gesto e lo copia ponendomi la sua mano. È un messaggio potentissimo: vorrei che la mia pagina diventasse un vero e proprio strumento di “educazione alla vita”. Vorrei che le persone riflettessero sul concetto di gentilezza: facile fare i bulletti, molto più difficile essere dolci e gentili, dare l’esempio.»

Un presente pieno di soddisfazione che apre a nuove progettualità: quali sono i piani per il futuro?
«Per il 2024 sto pensando a un nuovo format. Sto andando a Roma, Milano, Napoli per una serie di cose che non posso spoilerare ma, per la prima volta nella vita, in quest’anno ho capito che ho trovato qualcosa che mi piace fare e mi rende felice. Nonostante mi stia dividendo tra il mio lavoro e il progetto lobuonoinside, credo di aver trovato la mia strada, cioè la cosa che ho sempre voluto fare. Adesso, dopo tanti anni, ho esperienza, competenze, voglia e condizioni per fare qualcosa che possa restare nel tempo ed essere d’aiuto per gli altri. Vorrei poter vivere di questo: esprimere la mia passione e creatività facendo sorridere le persone, lanciando dei messaggi e seminando del bene.»

Il messaggio finale di Luca ai nostri lettori.
«Viviamo in una società che mira a separarci: secondo me, l’unica possibilità che abbiamo per vivere sereni è imparare a comportarci con gentilezza. Perché ci siamo solo noi su questa terra. Trattiamoci bene.»

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