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Ex Ilva, una crisi economica ed ambientale. Di Gregorio: “Mai più scegliere tra salute e lavoro”

Salute o lavoro? Per troppo tempo a Taranto si è dovuto scegliere. Sull’argomento interviene il consigliere regionale Vincenzo Di Gregorio (PD).

“Non può cadere nel vuoto e nell’indifferenza l’appello sottoscritto da oltre cento medici tarantini e rilanciato dall’Isde. Nel documento si chiede che “non venga sprecata questa ennesima opportunità di affrontare la gravissima crisi dell’ex-Ilva oltre che dal punto di vista socio-economico, anche da quello della salute dei cittadini di Taranto” e, aggiungo, degli stessi operai del siderurgico, i primi ad entrare in contatto con le sostanze inquinanti.
Fanno bene i medici di Taranto a ricordare la genesi della vicenda ex Ilva. Nell’ormai lontano luglio del 2012 i magistrati della Procura di Taranto coraggiosamente ordinarono il fermo degli impianti per consentirne il rifacimento e il risanamento e per avviare, in parallelo, la bonifica delle aree che sarebbero state dismesse.

Da allora è trascorso molto tempo, ma purtroppo, poco è cambiato in ordine all’impatto sulla salute e sull’ambiente di fumi e polveri. Lo studio Sentieri 2019 stima un aumento di tumori respiratori, della tiroide, della vescica, dell’apparato emopoietico, di infertilità, di endometriosi. L’esposizione prolungata e costante alle sostanze inquinanti sembra avere effetti negativi sui bambini. L’Istituto Superiore di Sanità nel 2021 ha descritto l’allarmante riduzione del QI (quoziente intellettivo) dei bambini nati e/o residenti vicino all’area industriale. E, sempre in età pediatrica, sottolineano i medici tarantini, si osservano aumento di malformazioni nei nati a termine, aumento degli aborti spontanei, tumori cerebrali, leucemie e linfomi, per non parlare delle malattie del neuro-sviluppo e delle sindromi metaboliche drasticamente in aumento a Taranto.

Tutto questo non va dimenticato, ma anzi deve costituire la priorità sui tavoli di discussione con il Governo. Le rivendicazioni dell’indotto e dei lavoratori sono più che legittime, la preoccupazione per le sorti di decine di migliaia di famiglie del nostro territorio è fortissima. Taranto rischia di pagare un prezzo altissimo in termini sociali ed economici, ma l’ennesimo, disperato, salvataggio dell’acciaio non può avvenire in deroga alla difesa della salute dei tarantini. Lavoro e salute per Taranto. Mai più salute o lavoro”.

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Redazione
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