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Il sondaggio: il 53,9% degli italiani condivide il messaggio di Ghali a Sanremo

Termometro Politico torna puntuale con il suo sondaggio settimanale e, in occasione della chiusura della 74a edizione del festival di Sanremo, non poteva non chiedere l’opinione dei nostri lettori, con particolare riguardo sulla dimensione maggiormente “politica” della kermesse. Le dichiarazioni di Ghali e Dargen D’Amico hanno suscitato l’ira dell’ambasciatore israeliano in Italia, e l’amministratore delegato della RAI Roberto Sergio ha fatto leggere un comunicato da Mara Venier, “peso massimo” della televisione pubblica.

Sondaggi Sanremo, d’accordo o meno con lo “stop genocidio” affermato da Ghali?

Nelle scorse settimane e gli scorsi mesi è stato chiesto a più riprese ai lettori di Termometro Politico cosa ne pensassero dello sviluppo de conflitto israelo-palestinese. In questo caso, chiediamo se siano d’accordo o meno con l’affermazione fatta da Ghali in diretta nazionale durante la serata conclusiva del festival.

Il messaggio inviato da Ghali è stato ben accolto da un buon 40% del campione, affermando di aver fatto benissimo in quanto “l’esercito israeliano sta perpetrando un genocidio ed è giusto dirlo”. Poi, un 13,8% crede che abbia ragione in quanto Israele è andata troppo oltre, ma che non si può parlare di genocidio. Dall’altro lato, una minoranza (12,5%) crede che si tratti di un vergognoso attacco antisemita. Un 28% sostiene che Ghali sia stato troppo di parte e che avrebbe dovuto, al contempo, condannare l’attacco di Hamas del 7 ottobre.

Musica e politica, colonia o indipendenti?

Il polverone sollevato dal rapper italo-tunisino (che ha chiuso con un 4o posto su 30 artisti in gara) ha dato il là alla forte reazione dell’ambasciatore israeliano a Roma, che ritiene vergognoso che “il palco del Festival di Sanremo sia stato sfruttato per diffondere odio e provocazioni in modo superficiale e irresponsabile”

Poi, la lettura del comunicato dell’amministratore delegato Roberto Sergio da parte di Mara Venier, che ha fatto esplodere ulteriormente la polemica.

Da qui, e dalle esperienze passate (non ultimo, l’intervento in diretta nazionale del presidente ucraino Zelenski proprio da Sanremo), abbiamo chiesto se sia lecito inviare messaggi di carattere politico da Sanremo e, in generale, da manifestazioni musicali. La risposta più quotata è quella che vede musica e politica slegate “altrimenti diventano l’ennesimo talk show”. Un altro 26,6%, invece, sostiene che musica e impegno civile si mescolino e che in democrazia ci deve essere libertà di parola. Un altro buon 23,4% crede che sia legittimo e che gli unici messaggi da censurare siano quelli anticostutizonali. Infine, un 15,8% è a favore di veicolare messaggi sociali e umanitari ma non quelli squisitamente politici.

Rimaniamo così in tema, chiede se l’Italia è troppo appiattita, succube, di Stati Uniti e Israele. Qui il campione risponde in maniera eterogenea, ma spicca il bassissimo risultato della risposta che vuole una “Italia troppo ambigua ed esitante: dovremmo essere più vicini alle posizioni americane ed israeliane”. Poi, ci sono tre risposte che prendono quasi la stessa percentuale e su cui si spacca il campione. Per il 33,4% “non abbiamo il coraggio di smarcarci, come dimostra la vicenda di Gaza, e siamo come una colina”. Un 30,6% invece sostiene che “siamo giustamente collocati strategicamente nell’alleanza euro-atlantica, rispecchiando i nostri interessi e valori”. Un 29,8% conferma che siamo succubi di USA e Israele e che proprio per questo “l’Unione Europea dovrebbe sviluppare una politica estera e di difesa forte e autonoma”.

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