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Da Bari si consuma lo strappo nel Campo Largo. Come si muove il centrosinistra verso le elezioni?

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Avrebbero dovuto svolgersi oggi a Bari le primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco tra Vito Leccese e Michele Laforgia. Uno delfino designato di Antonio Decaro e voluto dal Partito Democratico, l’altro anima della sinistra barese e sostenuto da Sinistra Italiana, Azione e M5S.

Avrebbero, perchè a 48 ore e dopo due bubboni giudiziari che hanno coinvolto esponenti politici di centrosinistra della città di Bari è saltato tutto, con Giuseppe Conte che da Bari ha dato la sua indisponibilità alle primarie. Una sorta di tzunami politico che, complice anche l’ennesimo scandalo giudiziario, questa volta in Piemonte, sta travolgendo il Campo Largo che, dopo la vittoria alle regionali della Sardegna e la sconfitta in Abruzzo, sta trovando sempre più difficoltà a trovare una intesa ora molto complicata.

Elly Schlein, segretaria del Pd venerdì a Bari è tornata sulla decisione , torna sulla decisione del M5s di annullare le primarie tirando dritto su Leccese.

“Siamo pronti a sostenerti – ha detto rivolgendosi al candidato Vito Leccese – anche se vorrai tentare ancora la strada dell’unità per aggiustare la spaccatura che hanno creato”, ha sottolineato riferendosi al Movimento 5 stelle. “Abbiamo sempre lavorato e continueremo a lavorare per l’unità, per costruire l’alternativa a questa destra. È più facile distruggere che costruire, ma se non costruiamo adesso ci troveremo poi a costruire su macerie”.

“Sono qui con voi – ha detto la segretaria nazionale del Pd – perché a differenza di altri mantengo la parola data. E mi dispiace per la decisione presa da Giuseppe Conte, unilateralmente, perché così aiutano la destra. Forse chi ha iniziato a far politica direttamente da palazzo Chigi non ha dimestichezza con il lavoro e lo sforzo collettivo della comunità, ma si deve avere rispetto, e far saltare le primarie a tre giorni dal voto è una sberla a chi si stava preparando per queste primarie. Non è accettabile. Così come non accetto il pregiudizio che chi abita a Bari Vecchia non possa esprimere un voto libero”.

Una rottura, quella tra Pd e M5S ogni giorno più larga, con il leader pentastellato che torna ad accusare la Schlein di non aver fatto nulla per liberarsi da certe situazioni all’interno del Pd.  “Se Schlein volesse mantener fede all’impegno preso a marzo del 2023 quando fu acclarata segretario del Partito Democratico al grido di ‘libererò il partito democratico da ‘capibastone’ e ‘cacicchi’ lei troverebbe in me il più grande partner”.

“Avevo avvertito – ha sottolineato Conte – che se ci fossero state altre indagini non avremmo potuto restare indifferenti”. E così è stato.

Il presidente del movimento 5 stelle ha, inoltre, anche criticato il meccanismo delle primarie (a cui però fino a poche ore prima aveva intenzione di partecipare) soprattutto perchè, secondo lui, si tratta in fin dei conti di una inutile sfilata politica.

“Il Pd vince sempre perché più attrezzato”. Per questo, dice, aveva chiesto di modificare il meccanismo introducendo una pre-registrazione dei votanti a cui i dem avrebbero detto di no.

Cosa accadrà adesso a Bari nel centrosinistra alle prossime elezioni?

Scenario uno

Il Pd punta su Vito Leccese, ed il Campo Largo si spacca con SI, M5S e Azione insieme per Michele Laforgia. Nel caso in cui uno dei due dovesse andare al ballottaggio con il candidato di centrodestra, resta da capire se ci siano i margini di un apparentamento che, ad oggi, appare poco probabile.

Scenario due

Entrambi i candidati sindaci si mettono daccordo e decidono di fare un passo indietro alla ricerca di un terzo candidato “esterno” e condiviso per riappacificare il Campo Largo. E’ una ipotesi che, francamente, a meno di due mesi dalle elezioni amministrative appare molto poco probabile e di difficile soluzione. Anche perchè troppe volte leader locali e nazionali si sono espressi per uno dei due candidati.

Scenario tre

Al momento appare il più probabile. Si va divisi al voto ed in caso di ballottaggio non ci saranno apparentamenti, salvo poi “affiancarsi” nell’eventuale amministrazione cittadina, ricalcando di fatto il sistema-Emiliano alla Regione Puglia, dove pur senza ufficiali alleanze di fatto il M5S è entrato nella maggioranza, prima in punta di piedi, e poi sempre più ufficialmente, fino ad avere posti in Giunta Regionale.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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