Conosciuta come la “capitale mondiale della gastronomia”, titolo che le venne attribuito nel 1935 dal celebre critico culinario Curnonsky, Lione è la terza città francese per grandezza e ospita ben quattromila ristoranti di cui 19 stellati per un totale di 24 stelle. Ma a renderla speciale non è solo il fine dining, bensì il perfetto equilibrio tra ricercatezza e tradizione. Patria di Paul Bocuse, è anche un ottimo punto di partenza per visitare le cantine del Beaujolais e della Borgogna. Chi si trova in città per le partite di calcio dei Giochi, che si svolgeranno presso lo scenografico stadio alimentato da energia 100% rinnovabile progettato dagli archistar Populous, non può perdersi il quartiere storico di Vieux Lyon, con le sue stradine pittoresche e i suoi traboules, antichi passaggi segreti.
Come arrivare: in treno da Parigi a Lione, 1h52 contro le 4h30 in macchina, da 23€ su Omio contro i 110€ in macchina.| Parigi-Lione | | Treno | Macchina | 1 ora e 52 minuti
23€ | 4 ore e 30 minuti
110€ | 59% più veloce
77% più economico | |
Cosa vedere oltre ai Giochi: il Musée des Confluences, dedicato alle confluenze tra i saperi, progettato dagli austriaci di Coop Himmelb(l)au che nel 2016 hanno dato vita a una struttura a forma di nuvola galleggiante sulla riva del fiume.
Dove mangiare: non c’è che l’imbarazzo della scelta, tra i tradizionalissimi bouchon, alcuni già aperti di prima mattina, come Le Café du Peintre, il mercato Les Halles, dedicato a Paul Bocuse, e il bar à vin Aromo.
Gite fuori porta: oltre al Beaujolais e alla Borgogna, Lione è un punto strategico per visitare anche lo Jura. Tra le attrazioni anche il Palais Cheval, costruzione bizzarra che attirò l’attenzione di artisti e registi, da Pablo Picasso ad Agnès Varda.
Curiosità: a Lione si trova la casa dei fratelli Lumière, che hanno rivoluzionato il mondo della fotografia e inventato il cinematografo. Oggi ospita un museo a loro dedicato, l’Institut Lumière. Saint-Étienne, dove il design è di casa |