HomeEconomia & SviluppoL'intelligenza tra naturale e artificiale: una scelta morale e non certo disumana

L’intelligenza tra naturale e artificiale: una scelta morale e non certo disumana

Il crescente interesse per l’Intelligenza Artificiale (IA) (qui qui e qui gli articoli sulla storia che ha portato alla sua creazione n.d.r.) non sempre corrisponde nel grande pubblico alla crescita di tutti i numerosi temi che vi sono collegati, da quelli più specificamente tecnologici a quelli più marcatamente etici. E, soprattutto, quella diffusa superficialità della conoscenza non ci aiuta a essere più consapevoli di un futuro che è entrato nel nostro presente senza molto preavviso.

La migliore consapevolezza di ciò che questo fenomeno significa ci aiuta a essere più umani, dovendo sapere che gli argomenti che interessano il grande pubblico non sono quelli tecnologici, ma soprattutto quelli umani e morali. Forse, possiamo provare a dare qualche risposta più illuminante seguendo la regola classica del giornalismo, quella delle cinque W  (Who? «Chi?», What? «Che cosa?»,When? «Quando?», Where? «Dove?», Why? «Perché?»).

CHI– chi è l’autore della IA, chi è il protagonista del suo sviluppo, chi ne  fa uso? L’uomo, è sempre l’uomo. È  necessario partire da questo punto, specie perché molto spesso si contrappone IA all’uomo, come se IA  non fosse uno strumento, ma un soggetto “altro”, che vive e ragiona autonomamente e separatamente dall’uomo, cioè dalla intelligenza naturale (IN). Questa è una pericolosa prospettiva, poiché tende a creare negli uomini un senso generale di non-responsabilità, un senso di ineluttabilità di fronte a un futuro che non dipenderebbe dalle scelte umane, ma da quelle artificiali. Quindi, convinciamoci: l’uomo è alla base di tutto, anche del suo destino.

CHE COSA– Cosa è l’Intelligenza Artificiale (IA)? È uno strumento molto evoluto della tecnologia, è una macchina molto abile nel “mostrare” capacità umane  come, ad esempio, quelle di ragionare, apprendere, pianificare, creare. Ma, attenzione, è abile (molto abile) nel MOSTRARE le capacità umane, ma NON HA le capacità umane.  I sistemi di IA sono capaci di adattare il proprio comportamento analizzando gli effetti delle azioni precedenti e lavorando in autonomia dentro una scala molto ampia. Quindi, IA è una macchina, molto molto evoluta, che SEMBRA essere autonoma. Ma, è sempre una macchina.

QUANDO– Quando è accaduto? Quando  i progressi avvenuti con il potenziamento  dei computer, la disponibilità di enormi quantità di dati e lo sviluppo di nuovi algoritmi hanno consentito di realizzare grandi e inimmaginabili passi in avanti nella tecnologia negli ultimi anni. Ma, soprattutto è accaduto nei luoghi in cui gli uomini hanno potuto realizzare una convivenza di pace. In qualche modo la pace ha consentito di sviluppare l’aspetto tecnologico dell’esistenza umana.

DOVE– Dove la fede dell’uomo nella conoscenza e la percezione della grandezza della creazione di Dio hanno motivato il desiderio di penetrare nel mistero dell’esistenza umana. Lo sviluppo tecnologico è espressione di alcune domande: c’è altro ancora oltre quello che conosciamo?  L’uomo può entrare nelle dimensioni sovrumane senza violentare il creato e se stesso? Lo sviluppo tecnologico è espressione del bene, basti pensare ai benefici che già oggi si registrano nel mondo della salute, del lavoro, della educazione; basti pensare al fatto che tutti gli uomini possono accedere al progresso. Ma, questo sviluppo tecnologico ci ha fatto anche scoprire le applicazioni disumane possibili e l’uso della tecnologia per azioni di male.

PERCHÉ– Perché l’uomo è sempre posto di fronte alla scelta tra il bene e il male. L’IA richiede e favorisce  la trasformazione digitale della società, quale tipo di trasformazione sceglierà l’uomo? Secondo alcune statistiche il 61% degli europei considera positivamente l’IA (cioè considera che internet, i robot, gli assistenti virtuali, i motori di ricerca, i sistemi di riconoscimento, eccetera sono un beneficio per la vita dell’uomo), ma l’88% pensa che ci voglia una gestione attenta, che non inganni, che non crei conflitti, che non generi emarginazione e ogni sorta di violenza e di attacco ai diritti umani fondamentali. Tutte cose che il nostro mondo oggi sta drammaticamente conoscendo e sperimentando. Perché il futuro dell’umanità dipende da ciò che l’uomo sceglie, cioè se sceglie di partecipare con tutta la sua intelligenza naturale allo sviluppo dell’umanità usando della intelligenza artificiale per custodire la casa comune che Dio gli ha affidato oppure se sceglie di distruggere la sua intelligenza naturale (la sua umanità) attraverso l’intelligenza artificiale. L’IA apre stupendi orizzonti verso la costruzione di quella che papa Francesco definisce “ecologia integrale”, in cui la preoccupazione per la natura, l’equità verso i poveri, l’accesso equo (per tutti) alle risorse del pianeta, l’impegno nel costruire una società giusta, la tutela per la libertà, la gioia e la pace interiore sono gli elementi della “casa comune”. Tuttavia, l’uso della IA nelle guerre, nei conflitti, nell’inganno e nella disinformazione, nella distruzione della terra, delle famiglie, dei popoli nell’architettare ogni forma di violenza è possibile e sotto gli occhi di tutti. La scelta, qualunque ess sia,  comporta anche sacrifici e rinunce, ma in un caso essi sono investimenti per il benessere di tutti e della casa comune mentre nell’altro sono  insopportabili costi per tutti (anche per quei pochi che pensano cinicamente al proprio vantaggio esclusivo).

Professor Gaetano Dammacco
Docente di Diritto Ecclesiastico

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