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Rissa nell’Aula del Parlamento. Le due versioni. Izzo: “sceneggiata” – Donno: “sono squadristi”

Quella di ieri sull’Autonomia Differenziata è stata una seduta molto movimentata alla Camera dei Deputati. Il deputato pugliese del Movimento 5 Stelle Leonardo Donno ha provato a consegnare una bandiera tricolore al ministro Roberto Calderoli quando è scoppiata la bagarre. Donno è stato colpito ed è caduto a terra. Poi il deputato è uscito dall’aula in sedia a rotelle.

“E’ stata una seduta caratterizzata da minacce, insulti e aggressioni durate ore da parte di molti parlamentari delle opposizioni”. Igor Iezzi, parlamentare della Lega ha ricostruito parlando con i giornalisti la sua versione di quello che è accaduto nella giornata di ieri.

“La verità è che l’onorevole Donno è sceso dal suo scranno con l’intenzione di aggredire il ministro Roberto Calderoli e ci sono voluti venti commissari per fermarlo. Se non ci fossero stati non so davvero come sarebbe andata a finire. L’aggressore quindi è lui. Da quel momento è nato un parapiglia ma io non l’ho assolutamente colpito. Questa non è una giustificazione ma è acclarato dalle immagini come siano andate le cose. Lui stesso afferma che io l’ho sfiorato e altri deputati lo hanno colpito. Poi conoscendo Donno ritengo che sia solo caduto facendo finta di essere stato colpito, una sceneggiata, infatti dopo 15 minuti era tornato lì in Aula al suo posto”.

“Ho avuto dolore allo sterno, la camicia strappata, fatico ancora a respirare…” ha invece scritto Donno dopo lo scontro che, per il parlamentare pugliese, sarebbe avvenuto dopo la provocazione di sventolare il tricolore e consegnarlo al ministro Calderoli.

“Ma quale sceneggiata – ribatte Donno – ho ricevuto calci ripetuti, un pugno nello sterno, non c’era solo Iezzi in quella ressa, c’erano altri leghisti come Candiani e poi Amich  e Cangiano, ma ho deciso che li denuncio tutti. Quello è stato un atto di puro squadrismo, nel parapiglia ci hanno rimesso anche un commesso, anche un assistente parlamentare, anche loro hanno preso dei pugni. Sono trogloditi e squadristi. Siamo arrivati al punto che adesso ci picchiano nell’aula di Montecitorio. Questa gente non dovrebbe più entrare in Parlamento, chi mi ha colpito rappresenta un pericolo per tutti i cittadini, un pericolo pubblico”.

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Redazione
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